Algeria, donne senza volto sui manifesti elettorali a pochi giorni dalle elezioni

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Bandiera dell'Algeria, Di This graphic was originaly drawn by User:SKopp. - SVG implementation of the 63-145 Algerian law "on Characteristics of the Algerian national emblem" ("Caractéristiques du Drapeau Algérien", in English)., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27000198

A pochi giorni dal 4 Maggio, giorno in cui si voterà, per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale, sono apparsi, nelle strade delle città algerine, peculiari manifesti elettorali. Donne senza volto, infatti, sono state ritratte al fianco dei loro colleghi uomini. Esse, riconoscibili solo dal proprio nome, sono state rappresentate con un hijab, che racchiude un volto stilizzato in un ovale bianco. L’origine di tale scelta sta nell’estremo conservatorismo di alcuni partiti islamici e di alcune aree del paese, soprattutto al sud.

La candidata Fatma Tirbakh, del Fronte Nazionale per la Giustizia, partito nazionalista fondato nel 2012, intervistata in televisione su questa vicenda, ha dovuto nascondere la propria immagine, utilizzando un avatar vuoto al posto del proprio volto. “Poter vedere la mia foto è una cosa importante, credo. Ma provengo da una regione meridionale. Onestamente parlando è molto conservatrice… è per questo che la mia foto non è stata usata”, ha dichiarato la donna, aggiungendo che la scelta di non mostrarsi in televisione è stata presa a causa di insistenze della sua famiglia.

La commissione elettorale algerina ha ritenuto illegale questa pratica, intimando ai partiti di rimuovere i manifesti delle donne senza volto e di sostituirli entro 48 ore, pena l’esclusione delle liste elettorali. Cinque i partiti coinvolti: il FFS (Fronte delle Forze Socialiste), l’Union Ennahdha-Adala-Bina, il FNA (Fronte Nazionale Algerino), il FADLJ (Fronte Algerino per lo Sviluppo la Libertà e la Giustizia), e il FNM (Fronte della Militanza Nazionale).

Benché in Algeria la legge elettorale preveda dal 2011 le quote rosa e ogni lista sia obbligata ad avere un numero di candidature femminili tra il 20 e il 50% (cosa che nel 2012 ha fatto sì che l’Assemblea Nazionale fosse “rosa” al 31%), la sensibilità dei partiti non sembra essere cambiata. E molti sono i tentativi per rendere più difficile l’elezione delle donne e la loro partecipazione alla vita politica del paese.

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