Arabia Saudita, limitati i poteri alla Polizia Religiosa

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Riforma storica in Arabia Saudita. Il governo di Riyad, nel tentativo di venire incontro alle richieste dei sudditi più liberali, ha limitato, con un decreto, i poteri della polizia religiosa. Questa non potrà più effettuare perquisizioni ed arresti in modo arbitrario ed è stata invitata ad agire in modo “sobrio e umano“. La Monarchia saudita è stata spesso oggetto di aspre critiche, per i suoi duri metodi, graditi solo alle fazioni più fondamentaliste, che li vedono come necessari per attuare i precetti islamici all’interno del Paese. La speciale polizia religiosa, creata dal regime di ispirazione wahabita, vede tra i suoi compiti quello di verificare che le donne in pubblico siano velate e con abbigliamento modesto, che le persone di sessi differenti, e non parenti, rimangano separate, che durante le preghiere i negozi rimangano chiusi e che tutti i divieti imposti dalla shari’a, tra cui quello di ascoltare la musica e di bere alcool, vengano rispettati.

Rimane ovvio, però, che nonostante il ridimensionamento dei poteri di questo speciale corpo di polizia, tutti i divieti e lo stile di vita all’interno del Paese rimangano invariati. Ciò che cambia, dunque, è che il CPVPV (Comitato per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio) non potranno più agire basandosi sul solo sospetto e dovranno limitarsi a segnalare alle autorità competenti le “contravvenzioni compiute in flagranza” (come recita l’art. 6 della Riforma). Ed è un grande limite questo, se si pensa che, fino alla scorsa domenica, i membri del CPVPV potevano interrogare, arrestare, perquisire, identificare e ricercare coloro che fossero in odore di non rispettare i precetti islamici. Inoltre, i “poliziotti” religiosi, mentre prestano servizio, dovranno essere muniti di documenti di riconoscimento (da esibire). Il decreto prevede poi che la presidenza del CPVPV dovrà divenire un ruolo ministeriale.

Questa riforma arriva dopo che, negli ultimi anni, il Comitato per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio ha subito feroci critiche. A causa di vari inseguimenti, si sono avuti diversi incidenti mortali, che hanno coinvolto anche membri di altre forze dell’ordine. Cosa, questa, che nel 2012 ha portato al bando degli inseguimenti. Non ultima, la settimana scorsa, la storia di una donna che, uscendo da un centro commerciale di Riyad, è stata fermata e pestata dalla polizia religiosa, per aver rifiutato di coprire anche il visto.

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