Due bot dialogano tra loro in un linguaggio sconosciuto. Facebook sospende progetto sull’intelligenza artificiale

Il curioso episodio è dipeso dalle impostazioni di linguaggio date dai programmatori impegnati nel progetto

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artificial intelligence (foto da pixabay.com)

Un episodio decisamente singolare quello accaduto qualche mese fa ad alcuni sviluppatori di Facebook e ripreso in queste ore dai media di tutto il mondo con toni allarmistici: nell’ambito di un progetto teso a lavorare su alcuni sistemi di intelligenza artificiale, infatti, due bot avrebbero iniziato a dialogare tra di loro in un linguaggio incomprensibile ai programmatori.

Scopo del progetto era creare un bot, cioè un programma scritto che imita il nostro modo di conversare così che l’interlocutore non capisca di trovarsi di fronte a una macchina, in grado di condurre e portare a termine semplici trattative inerenti uno o più oggetti.

Nel corso dell’esperimento, due bot sono stati fatti interagire tra di loro affinché imparassero reciprocamente a negoziare condizioni vantaggiose, ma a un certo punto si è verificato qualcosa di imprevisto: i due sistemi di intelligenza artificiale hanno iniziato a dialogare in un nuovo linguaggio inventato da loro.

Il linguaggio sconosciuto era simile all’inglese e tuttavia non comprensibile ai programmatori, in quanto le AI hanno utilizzato le parole in modo diverso da come le utilizziamo normalmente,  ma la sequenza non era casuale.

A dispetto di possibili scenari fantascientifici e apocalittici, non è tuttavia da temere un’imminente coalizione di intelligenze artificiali ostili né una ribellione delle macchine: gli sviluppatori hanno infatti capito che quanto accaduto era dovuto al non aver programmato le intelligenze artificiali in modo che dialogassero tra loro esclusivamente in inglese; una volta modificato il codice, infatti, i due bot hanno ripreso a interagire in lingua inglese.

La successiva sospensione dell’esperimento, fanno sapere i portavoce del team, non sarebbe quindi dovuta al timore di un’eccessiva autonomia da parte dei programmi sviluppati, ma alla semplice perdita di interesse da parte dei ricercatori per i risultati prodotti.

Un episodio che tuttavia non manca di suscitare curiosità verso possibili scenari futuri concernenti lo sviluppo e l’impiego di tecnologie sempre più sofisticate e avanzate.

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