La scarsa prolificità dell’Inter e di Icardi, come risolvere?

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Dopo l’inizio apparentemente rose e fiori dell’Inter con cinque vittorie in cinque gare, quando in realtà attraverso il nostro portale avevamo evidenziato bene i limiti della squadra, è arrivata la disastrosa sconfitta in casa contro la Fiorentina e il pareggio contro la Sampdoria a Marassi. Adesso c’è la sosta ed è il momento di organizzare le idee e rendersi conto che la classifica sorride ancora e non bisogna dilapidare gli iniziali punti ottenuti seppur con stenti. La prossima partita sarà Inter-Juventus a San Siro, con i bianconeriin ripresa, ma se non aumenteranno i goal fatti sarà un bel grattacapo per Mancini. I campionati si vincono non subendo i goal, è vero, ma se non li fai sei altrettanto messo male.

IL PROBLEMA ATTACCO – L’Inter ha il nono peggior attacco della Serie A a pari merito con Atalanta e Milan, avendo le tre squadre segnato solamente otto reti in sette gare. Uno score offensivo peggiore alla settima giornata venne registrato dai nerazzurri nel campionato 2003/2004 con sole sei segnature. L’alibi dell’assenza di Jovetic è solo in parte accettabile, considerando che un 4-3-3 con Icardi e Perisic dovrebbe comunque essere in grado di fare qualcosa in più. Senza Jovetic, Mancini ha deciso sempre di schierare Palacio, non dando mai la possibilità a Ljajic di far vedere il suo valore, accusato di scarso impegno in allenamento, tanto che neanche a partita in corso è la prima scelta anzi. Biabiany e Manaj attualmente sono più in alto nelle gerarchie, davvero incredibile. La fantasia di Ljajic con l’assenza di Jovetic è un qualcosa a cui l’Inter non può assolutamente rinunciare, visto che Biabiany non è un giocatore da grande squadra (davvero inspiegabile il suo ritorno in nerazzurro dopo la parentesi negativa con Benítez), Manaj è comunque acerbo e non ancora pronto e Palacio è ormai più che sulla via del tramonto e non riesce più a garantire peso offensivo alla squadra. La conseguenza di tutto ciò è che Perisic risulta sempre un po’ avulso dalla manovra tranne quando riesce a sgroppare sulla fascia e Icardi non arriva alla conclusione con facilità..

IL SUPERPROBLEMA ICARDI – Fin qui l’attaccante argentino ha messo a segno solamente due reti in questa stagione: l’inutile goal della bandiera contro la Fiorentina, e il bel goal sfruttando però il clamoroso errore difensivo del Chievo. Prima di puntare il dito contro il numero 9 dell’Inter, bisogna bene analizzare la situazione, che al momento è critica. Il problema è uno: Icardi non tira. Non perché non voglia, ma perché è servito in maniera indecente dai compagni.  Se si facesse un calcolo delle palle goal che ha avuto Icardi in queste prime 5 giornate (visto che alle prime due non ha giocato) non arriveremmo forse a 6-7, con alcune assurde e impossibili, numeri che rendono impossibili le cifre degli anni scorsi e fantascientifica la prospettiva di vedere in Icardi l’attaccante della Serie A che può realizzare 5 goal in una gara per pareggiare le cinquine di Aguero, Lewandowski e Ronaldo rispettivamente in Premier, Bundes e Liga. Facile il paragone con Higuaín, ma il confronto non regge. Saranno entrambi attaccanti, ma mentre Higuaín fa reparto da solo (Insigne a parte) ed è capace di arretrare 20-25 metri pur di costruirsi da solo la palla goal e tirare da fuori area, Icardi non è questo tipo di giocatore. Ha bisogno di assistenza dei compagni, cosa fin qui che non è arrivata. Il ritorno di Jovetic dovrà essere la chiave per rivedere un alto rendimento offensivo di Maurito.

LE SPINTE DALLA FASCIA  E IL NON FERMARSI – Uno dei modi in cui Icardi potrà trovare facilmente il goal è con il colpo di testa, anche se finora ancora non è successo. Perisic quando scende sulla fascia, specie in campo aperto, fa vedere grandi doti di velocità e precisione. Ma la cosa che più ci ha stupito in queste prime giornate, rappresenta lui e Alex Telles: una grandissima capacità di cross. Entrambi riescono a mettere dentro palloni velenosissimi e taglienti ideali per una prima punta rapace come Icardi. Era da un po’ che alla Pinetina non si vedevano giocatori con queste doti, giacché i tifosi dell’Inter si erano ormai abituati agli scialbi cross di Nagatomo, tanto per fare un esempio. Per questo un’altra chiave offensiva importante dovrà essere l’apporto sulla fascia sinistra di Telles e Perisic. Schemi di sovrapposizione sarebbero perfetti: Telles riesce a crossare alla grande anche raggiungendo il pallone in profondità a pochi centimetri dalla linea di fondo, non sfruttare questa dote sarebbe autolesionismo. Infine ultimo appunto da fare è su come gestire il vantaggio.  Nelle partite (non le ultime due) in cui i nerazzurri sono riusciti ad andare in vantaggio, dopo hanno sempre arretrato il baricentro ancora di più, eliminando praticamente qualsiasi tipo di manovra offensiva, tranne in contropiede. Tutti i tifosi vorrebbero sempre vedere la propria squadra giocare, mentre Mancini ormai predilige il risultato. Il problema è che non sempre le cose andranno bene. Solo la traversa per esempio negò al Verona il pareggio. Dopo l’1-0 insomma non ci si può fermare, ma bisogna continuare a giocare, altrimenti il goal prima o poi lo prendi.

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