L’Italia e la tecnologia

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Che il mondo del web sia ormai diventato indispensabile è di dominio pubblico, ma noi italiani siamo uno dei popoli “ricchi” che lo utilizzano meno. Sui videogiochi, social o siti di intrattenimento vario riusciamo a farci valere perché trascorriamo molto tempo a navigare, specie con gli smartphone, ma della parte “seria” di Internet – quella per studiare, fare ricerche e lavorare per intenderci- ne usiamo poca.

In Cina, Giappone o Stati Uniti già da anni gli studenti delle Facoltà hanno abbandonato i quaderni per prendere appunti, sostituendoli con Ipad o dispositivi elettronici, e di conseguenza anche i professori forniscono materiale on line o fruibile sui pc. In Italia la maggior parte dei Professori sono in ansia per l’arrivo (solo in alcune scuole è infatti presente) per il registro elettronico, o peggio ancora per la famosa lavagna interattiva.

Diciamo però, a difesa degli italiani, che l’utilizzo di Internet è spesso ostacolato da un problema che nel 2015 appare al quanto ridicolo e cioè la linea lenta, e a volte assente, di Internet. Il premier Renzi però ci rassicura. Durante un’intervista infatti ha affermato: «La banda larga raggiungerà tutte le scuole entro la fine della legislatura» e cioè entro tre anni! Riusciremo anche noi italiani quindi ad aggiornare il nostro sistema scolastico e quindi la nostra vita tecnologia al pari delle altre grandi potenze mondiali?

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