Incendiata la “Tomba di Giuseppe” a Nablus

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Incendio
Incendio

Da anni un luogo di attriti ricorrenti fra israeliani e palestinesi, la Tomba di Giuseppe a Nablus – santuario venerato sia dagli ebrei sia dai musulmani, è stato oggetto di un violento incendio attivato da bottiglie incendiarie da parte di un gruppo di ragazzi palestinesi. L’attacco si inserisce sulla scia della proclamazione di Hamas da Gaza  di una giornata di collera a Gerusalemme est e in Cisgiordania.

Secondo la tradizione ebraica la tomba di Nablus è quella del personaggio biblico figlio di Giacobbe e di Rachele, divenuto influente consigliere del Faraone d’Egitto. In punto di morte Giuseppe avrebbe espresso la volontà di essere sepolto proprio il quella zona e Mosè ordinò che le sue ossa fossero riportate nella Terra d’Israele (dopo la fuga degli ebrei dall’Egitto). Con gli accordi di Oslo del ’93, Nablus ottenne lo status di città autonoma palestinese e la tomba rimase al suo interno come ”enclave” aperta al culto ebraico.

Da allora, nei momenti di maggiore tensione politica il santuario e’ stato oggetto di attacchi di miliziani palestinesi, esattamente come successo poche ore fa e da allora, in base ad accordi fra Israele ed Anp, gruppi organizzati di fedeli ebrei hanno accesso una volta al mese alla Tomba di Giuseppe, scortati dall’esercito israeliano.