Il futuro di Dragon Ball Super? Dragon Ball Xenoverse 2!

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Dragon Ball Super
Dragon Ball Super

Dragon Ball Super non ha fatto altro che dare nuova linfa a un ciclo consolidatissimo.

Spendere ulteriori parole di elogio nei confronti di Dragon Ball è ormai superfluo, ma noi ci caschiamo ogni volta. L’opera di Akira Toriyama è una colonna portante della cultura mediatica giovanile degli ultimi 30-35 anni: apripista di un genere, quello cosiddetto Shonen, che nei suoi interpreti attuali prende le avventure dei Saiyan a modello, riproponendo trame, strutture e relazioni che ricalcano quelle degli amati Guerrieri Z.

Eppure, nonostante il carisma di Naruto o la semplicità di Monkey D. Rufy ricalchino la figura di Goku in maniera più completa rispetto a quest’ultimo – si tratta pur sempre di opere moderne, che hanno imparato dagli errori e dai successi dei loro predecessori – il merchandising legato a Dragon Ball abbraccia ancora oggi i settori più variegati.

Se siete habitué di una fumetteria saprete elencare le tante edizioni diverse in cui ogni anno viene ristampato il manga, così come è una certezza ritrovarsi a guardare una puntata dell’anime facendo zapping in tv, o ancora basta farsi un giro in cartoleria per trovare zainetti, quaderni e portapenne raffiguranti i cari, vecchi Super Saiyan. Per non parlare di figurine, carte da gioco, lungometraggi e cosplay. Infine, anche l’industria videoludica non si è sottratta al fenomeno Dragon Ball, spremendo il brand di Toriyama da più parti e nelle produzioni più disparate.

Non voglio soffermarmi più di tanto sulla profondità di titoli come Budokai Tenkaichi 3 – ad oggi il miglior videogioco su Dragon Ball mai realizzato, secondo il parere di molti – né approfondire titoli fallimentari come Ultimate Tenkaichi o Battle of Z – il fatto che non abbiano ricevuto sequel parla da sé. Quel che mi interessa è, a poche settimane mancanti alla chiusura del 2015, tirare le somme del brand di Dragon Ball e ragionare su come l’industria videoludica si muoverà dal 2016 in poi, considerando che c’è tanta, nuova carne a cuocere sul fuoco.

Dal 5 luglio 2015 è iniziato Dragon Ball Super, una nuova serie ad opera di Toriyama che, oltre a essere attualmente trasmessa in Giappone con cadenza settimanale, viene anche riproposta in formato cartaceo dall’autore stesso sulle pagine della rivista nipponica Jump. Questo nuovo anime è ambientato subito dopo la saga di Majin Bu, nel periodo che intercorre tra la sconfitta del malvagio demone rosa e il torneo Tenkaichi durante il quale Goku incontra la sua reincarnazione, Ub.

Come i fan sapranno, la versione televisiva ha da poco superato i 20 episodi e, finora, ha ricalcato due lungometraggi rilasciati al cinema negli ultimi due anni: parlo di “Dragon Ball Z: La Battaglia degli Dei” e “Dragon Ball Z: La Resurrezione di F”. Nella prima abbiamo fatto la conoscenza di Bills, il Dio della Distruzione, intenzionato ad annientare la Terra per un banale capriccio – toccherà ovviamente al nostro prode Goku salvare il suo pianeta ancora una volta – mentre nella seconda viene ‘riciclato’ uno dei villain più amati dell’opera di Toriyama, ovvero il diabolico Freezer, che per l’occasione viene riportato in vita e sfoggia una nuova e potentissima trasformazione.

Ma l’elemento di maggiore novità rappresentato da questa nuova serie – e dai film che l’hanno preceduta – sono le nuove trasformazioni di Goku: il Super Saiyan God e il Super Saiyan God Super Saiyan – no, non è un errore di battitura e nemmeno uno scioglilingua, è stato chiamato proprio in questo modo salvo poi essere rinominato ‘Super Saiyan Blue’…

L’industria videoludica riparte proprio da questo: le ultime due iterazioni si sono mantenute sul pezzo, aggiungendo al roster – che è sempre stato molto nutrito, a prescindere dall’edizione o dallo sviluppatore – anche le new entry del film “La battaglia degli Dei”, mentre addirittura in Dragon Ball Xenoverse è stato possibile giocare anche nei panni di Goku e Vegeta Super Saiyan Blue e Freezer nella sua forma dorata, grazie a un DLC incluso nel Season Pass del gioco.

Questi erano il passato e il presente del brand di Dragon Ball, tra anime/manga e videogioco. Ma quale sarà il suo futuro? Partiamo proprio dal progetto Xenoverse, un esperimento a mio parere molto interessante: l’ultima fatica dei ragazzi di Dimps è un espediente molto efficace per svecchiare una storia che ormai conoscono pure i sassi, proponendo una trama basata sul ‘what if’, sull’editing di un protagonista che affianca Goku nelle battaglie più iconiche della serie e su un sistema di missioni e sviluppo in stile gdr con una forte componente online e social. Un titolo non privo di difetti, sia chiaro, ma piacevole perché diverso da tutto ciò a cui siamo stati abituati a vedere.

Ma cosa dobbiamo aspettarci dalla struttura narrativa di un ipotetico Xenoverse 2? Che la modalità storia venga divisa tra ‘what if’ e tie-in vero e proprio, in modo da poter rivivere ancor più nel dettaglio le battaglie che vedono Goku contro Bills e il redivivo Freezer. Per non parlare di quelle successive: attualmente il fumetto è più avviato dell’anime, con l’introduzione di nuovi universi – quello che conosciamo, infatti, è soltanto l’ultima di sette realtà alternative – e di un grande torneo che coinvolge il sesto e il settimo di questi. Prima ancora di vedere dei risvolti provenienti da universi alternativi in compagnia della Pattuglia del Tempo, dunque, i fan gradirebbero rivivere le storie originali.

Sarà tutta da vedere, invece, la trattazione della serie GT, finora mai trascurata dai videogiochi dedicati a Dragon Ball nonostante non appartenga all’universo creato da Toriyama. Il problema è che Dragon Ball Super, essendo scritto e curato dall’autore e avendo introdotto nuovi personaggi e trasformazioni che sembrano molto più potenti di un Super Saiyan di quarto livello, ha letteralmente scanonizzato Dragon Ball GT.

Insomma, le avventure di Son Goku erano considerate un evergreen dell’industria mediatica, essendo riuscite a sopravvivere per diversi decenni senza mai passare di moda o cedere il passo al Naruto o One Piece di turno. Dragon Ball Super non ha fatto altro che dare nuova linfa a un ciclo consolidatissimo: considerando che le gesta del ninja biondo – già concluse in versione cartacea – volgono al termine anche su console e che, in attesa di One Piece: Burning Blood, la ciurma di Cappello di Paglia deve ancora trovare un interprete di spessore sul versante picchiaduro, per Goku, Vegeta e compagni si prospetta davvero una seconda vita in chiave videoludica.

Resta un ultimo fattore da considerare: quando? Mi sembra difficile pensare al 2016 come l’anno di uscita di Dragon Ball Xenoverse 2, o qualunque altro sarà il suo titolo, almeno nella sua prima metà. È più probabile che Bandai Namco lasci all’anime il tempo di consolidarsi ed esplorare ben più di due saghe introduttive, in modo da lanciare sul mercato l’ipotetico titolo tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017.

Fonte: tmag.it