“CSI: Immortality”, l’addio definitivo

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A Natale su Fox Crime arriva in Italia “CSI: Immortality”, puntata finale che celebra la serie che, prima di tutte le altre, è considerata come la più innovativa del millennio ma soprattutto ha contribuito a cambiare il modo di fare le serie tv.

In America è già andata in onda il 27 settembre scorso e ha tenuti incollati davanti alla tv: 12 milioni di telespettatori. Dicono sia  stato il programma più visto della serata tra quelli “scritti”, come dicono gli americani, al netto cioè di sport e dirette. Scritta con durata e struttura cinematografica dal suo creatore Anthony Zuiker, Immortality parte quando un attentatore suicida si fa esplodere in un casinò. È l’occasione per la reunion di tutti i volti storici della serie, anche quelli che da anni, ormai, ne erano fuori: Gil Grissom, Catherine Willows, Jim Brass. Nel caso viene coinvolto anche un’altro personaggio ricorrente, Lady Heather, figura avvincente e ambigua di professionista del sesso che con Grissom ha sempre avuto un legame particolare. E alla guida delle indagini viene messo DB Russell, che nel frattempo è trasmigrato a CSI: Cyber

 

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In Immortality ci sarà modo di vedere realizzarsi il coronamento dell’amore di due tra i protagonisti di sempre, però rappresenta, anche,  l’occasione per raccontare il diverso presente dei componenti della vecchia squadra. Diverso come quello degli attori che li hanno interpretati, sospesi tra fama residua e incerto futuro: Jorja Fox tenta la produzione; Marg Helgenberger è apparsa nella serie Intelligence e nella terza stagione di Under The Dome; Elisabeth Shue apprezzata nella commedia Blunt Talk al fianco di Patrick “Picard” Stewart; il sex symbol Gary Dourdan, tra i primi a lasciare per intemperanze caratteriali, ora fa il bluesman ed è passato in tour anche in Italia. Mentre Wiliam Petersen (Grissom), l’unico già famoso prima di CSI (grazie ai film Manhunter e Vivere e morire a Los Angeles), dopo essersi dedicato a ciò che ha sempre amato di più, il teatro, dal 28 dicembre è su Sky Atlantic nel cast di Manhattan, storia di quelli che a Los Alamos fecero la bomba atomica.

La dice lunga il titolo scelto “Immortality” per questo lungo addio che consegna per sempre CSI alla storia del piccolo schermo. In un’intervista Zuiker, l’ideatore e regista, ha dichiarato: “Non ero consapevole del successo che avrebbe avuto la serie. Mi ero dato il compito di rompere ogni regola, scrivere qualcosa di viscerale e avere una nuova prospettiva su un dramma criminale. Oltre, naturalmente, ad avviare sulla strada delle scienze forensi il pubblico, che nel 2000 non ne sapeva nulla”.  

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