Siria, ucciso il capo di Jaysh al-Islam. Vittoria per la Russia

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Un grande colpo per la Russia e per le fazioni che sostengono il potere di Assad in Siria. Oggi, probabilmente, un raid aereo russo a est di Damasco ha ucciso Zahar Alloush, leader del movimento Jaysh al Islam, una delle principali organizzazioni islamiche anti-Assad. Un attacco ben studiato che ha portato anche alla morte di alcuni dirigenti importanti di Jaysh al Islam. Tuttavia, la morte di Zahar può essere un’arma a doppio taglio per le potenze occidentali e per Assad: se da un lato è stato fatto un passo avanti nella lotta contro le fazioni ribelli siriane, dall’altro lato si è perso un importante risorsa nella battaglia anti Isis. Nel dicembre 2013 nel nord-ovest della Siria  le forze dell’Esercito Islamico (Jaysh al-Islam) riuscirono a infliggere gravi perdite alle forze del Califfo, che in quel periodo si stava espandendo per tutto il territorio siriano.

Zahar Alloush era un islamico moderato appoggiato dai sunniti. Per anni aveva guidato l’organizzazione di Jaysh al-Islam, addestrando centinaia di guerrieri.  Forse è stato proprio uno dei suoi allievi a decidere della sua morte: un suo compagno avrebbe ceduto ai russi le sue coordinate, perché, secondo alcune fonti, Zahar sarebbe stato accusato di aver tradito le sue milizie prendendo parte ad un organizzazione top secret. La notizia della morte del capo di Jaysh al-Islam arriva insieme all’accordo tra il regime siriano e le forze dell’Isis. Sotto la guida dell’Onu, le forze del Califfato hanno lasciato una zona a sud della capitale dopo aver ottenuto il salvacondotto dal governo. In questo modo Assad può cercare di riconquistare il controllo sul territorio siriano. Le forze dell’Is, invece, si trasferiranno a nord nella regione di Mare. Risulta difficile prevedere che effetti  avranno questi spostamenti su un territorio fortemente instabile dove migliaia di civili sono costretti a vivere.