Filippine del Sud, altri cristiani muoiono per il loro credo

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«Preghiamo per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti». Sono queste le parole di pace che Papa Francesco ha pubblicato oggi su twitter anche per i cristiani morti durante l’attacco di un gruppo ribelle nelle Filippine del Sud. Almeno nove fedeli sono stati ammazzati per il loro credo dai Combattenti per la Libertà del Bangsamoro Islamico. Il luogo della tragedia è un piccolo  villaggio cristiano nel sud delle Filippine,un centro agricolo in provincia di Sultan Kudarat nell’isola meridionale di Mindanao. La notizia è stata diffusa da un portavoce militare, Joan Petinglay. Anche 5 ribelli hanno perso la vita negli scontri con l’esercito nelle provincie di Sultan Kudarat, Maguindanao e Nord Cotabato.

Le forze dell’esercito erano a conoscenza dei possibili attacchi delle forze islamiche in prossimità delle vacanze natalizie; per questi motivi ha avvisato la popolazione di rimanere il più possibile in casa. Quest’intervento, nonostante abbiamo perso la vita 9 persone, hanno permesso a molte persone di salvarsi. Miriam Ferrer, capo negoziatore del governo nei colloqui di pace con il Fronte di Liberazione Moro Islamic, ha riferito che sette contadini sono stati uccisi a distanza ravvicinata mentre lavoravano nei campi di riso e altri due civili sono morti in un attacco con granata su una cappella nella vicina provincia del Nord Cotabato. I civili sono abitualmente usati dalle forze islamiche come scudi umani.

I Combattenti per la Libertà del Bangsamoro Islamico sono dei ribelli mussulmani vicini alle forze dell’Is che intendono costruire uno Stato Islamico nel Sud del paese. Quindi, il loro primo obbiettivo è eliminare la maggioranza cattolica di questa zona. Nel 2011 le forze del Bangsamoro si sono allontanate dal Fronte di Liberazione Moro Islamic, perché quest’ultimo ha iniziato una negoziazione con il governo. Da quegli anni per la loro missione fanno affidamento su un altro piccolo gruppo militante, quello di Abu Sayyaf, noto per bombardamenti, decapitazioni e rapimenti di stranieri nella parte occidentale di Mindana.

Con l’attacco di oggi le milizie del Bangsmoro hanno ufficialmente messo fine alla tregua istituita con il governo e con il Fronte di Liberazione per le festività natalizie. L’incubo ricomincia.