L’Anno che Verrà, tecnico accusato per la bestemmia

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La bestemmia alla trasmissione L'Anno che Verrà

Un errore che poteva essere evitato se ci fosse stato un controllo maggiore. Ma a chi attribuire la colpa? Francesco C., tecnico di Rai Com, addetto al controllo, inquadrato nel settore commerciale, è accusato di aver lasciato trapelare la bestemmia in sovrimpressione durante la trasmissione L’Anno che Verrà. Con un minuto di anticipo sembra che l’anno nuovo sia incominciato con il piede sbagliato. Francesco insieme al suo staff si assume le colpe, ma non stenta a sottolineare che vi è un problema di fondo nell’organizzazione: «Tutto questo, certo. È la prima volta che ci capita. Ma è anche la prima volta che scopro che dietro di me non c’è il controllo previsto. Un desk di giornalisti. Il terzo livello di verifica è saltato e  tutti giocano a scaricare la responsabilità su di me. Fuggi fuggi, sono basito».
«Ho fatto un errore, posso dire anche grave-continua Francesco-. Meglio, abbiamo fatto un errore e me ne prendo tutta la responsabilità. Per almeno tre ore ho tolto dal video cento sms impresentabili: insulti, cori razzisti, inni alla jihad e decine di bestemmie, il centunesimo c’è scappato». Il tecnico di Rai Com non crede di rischiare molto: «Non sono preoccupato per il posto di lavoro, in cinque anni non ho mai fatto una sbavatura. Mi sono abituato a lavorare sotto pressione. Credo che la sanzione massima sia la sospensione per dieci giorni, accetterò quello che sarà deciso». Il suo è uno sfogo per le condizioni in cui è stato costretto a lavorare, condizioni che non ha mai lamentato e che adesso si ripercuotono su di lui. «E’ inspiegabile che sia finito sotto processo soltanto io. Sono rimasto schiacciato tra due responsabilità che non mi appartengono. Davanti, avrei dovuto essere protetto dal software di Telecom, che chiaramente non ha funzionato. Dietro di me doveva esserci una struttura editoriale, almeno un giornalista. Come si fa a lasciare tutto in mano a un team commerciale». D’altra parte la Rai non è disposta a perdere i commenti dei suoi telespettatori: «Finora eravamo riusciti a evitare guai. In Rai considerano questo aspetto dell’intrattenimento importante, irrinunciabile. Deciderà gente più importante di me».