Polonia, approvata la legge sul controllo dei media

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Legge bavaglio, Polonia

Il 2015 è terminato con il terrore, il 2016 inizia con la reazione al terrore. In Polonia il presidente polacco Andrzei Duda, esponente del partito di destra, PiS (legge e giustizia), ha approvato la legge del governo sul controllo dei media. Da oggi coloro che detengono il potere sorveglieranno tv, giornali e radio. Inoltre, il partito di maggioranza prepara anche la nazionalizzazione dei media nel cui azionariato sono presenti editoriali tedesche o svizzere. Si alzano le voci contrarie degli stati europei e dei giornalisti. Tuttavia, il presidente Duda non si lascia intimorire.

La legge-bavaglio di Kaczynski, leader del PiS, ha colpito in pieno il diritto di informare e di essere informati. Fino ad oggi le tv e le radio trasmettevano ogni ora l’inno polacco e l’inno europeo; un chiaro segno di protesta verso un governo che si sta chiudendo in se stesso. Dopo questa riforma niente di tutto ciò sarà più permesso. Il PiS ha informato di voler sostituire giornalisti di grido e capistruttura con persone di fiducia, non importa il grado di preparazione. Radio, Tv e carta stampata dovranno trasmettere al popolo patriottismo. La libertà ha subito la sua sconfitta.

C’è chi, però, non vuole smettere di lottare e mostra la sua indignazione. Negli ultimi giorni il popolo polacco è sceso in piazza a protestare. Vicino ad esso combattono gli stati europei. Da Bruxelles arrivano le dure parole del commissario Frans Timmermans: dopo 20 anni dalla caduta del muro, questo è un grave colpo per la libertà degli individui. Inoltre, secondo Frans, la difesa della libertà dei media riguarda tutti i paesi europei, non solo i singoli Stati membri. Voci di protesta di alzano anche dalla Federazione europea dei giornalisti in una lettera aperta al Commissario europeo Guenter Oettinge: «la legge è un enorme passo indietro, ed è incompatibile con il pluralismo dei media, e con lo spirito critico e autonomo delle emittenti pubbliche, ed è una minaccia alla libertà in Europa. E la nuova legge, continua la lettera aperta, apre un conflitto durissimo tra le iniziative della destra al potere in Polonia e i principi e valori costitutivi europei sulla libertà dei media». Nonostante ciò, il governo polacco non ha nessuna intenzione di tornare sui suoi passi: «Queste nostre misure vogliono solo estirpare alcuni mali nel mondo di radio e televisione e dei media in generale», ha detto pochi giorni fa il ministro degli Esteri Waszykowsk