Siria, le voci della disperazione sono state ascoltate

0

Un aiuto in tre mesi. Questo è quello che la piccola città di Madaya, distrutta dalla guerra tra le forze di Hezbollah e l’esercito di Assad, ha ottenuto fino ad oggi. Forse adesso le cose stanno per cambiare. In un momento in cui gli animi sono sempre più tesi in Medio Oriene, il governo della Siria ha concesso l’autorizzazione alle Nazioni Unite a inviare aiuti alle tre città sotto assedio, Madaya, Fuaa e Kafraya.  L’Onu ha diffuso la notizia e ha affermato che si sta preparando a fornire assistenza umanitaria nei prossimi giorni.

Finalmente le porte sono state aperte: Melissa Fleming, portavoce dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr),  in un’intervista alla televisione panaraba Al Jazira ha sottolineato che il governo siriano si è impegnato affinché che le organizzazioni umanitarie riescano a raggiungere la città di Madaya, oramai completamente circondata da mine anti-uomo. Speriamo di arrivare prima che altre persone muoiano di fame”, ha aggiunto la portavoce. 

Nella cittadina di Madaya, al confine tra la Siria e il Libano, 40 mila abitanti stanno cercando di sopravvivere con quello che riescono a trovare. Insetti e foglie sono diventate le portate principali. Da mesi le forze di Hezbollah e l’esercito di Assad stanno assediando questo territorio. La neve che in questi giorni si sta postando sulle strade  non ha migliorato la situazione. Ai residenti si sono aggiunti centinaia di profughi provenienti dalla vicina Zabadani, a lungo teatro di feroci combattimenti tra miliziani ribelli sunniti e forze lealiste. Da un inferno all’altro. I civili ribelli scappati da Zabadani sono stati liberati dopo uno scambio che ha portato alla partenza di civili sciiti assediati da forze anti-regime in due località nella provincia nord-occidentale di Idlib, Fuaa e Kafraya. Le storie della città di Fua, Kafraya  e Madaya si intrecciano sempre di più.