25enne napoletana muore per meningite: l’ennesimo caso all’ ospedale Cotugno

Ilaria Montilli lascia un figlio di un anno e mezzo

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Vittima la 25enne Ilaria Montilli. Si è conclusa ieri, tragicamente, la storia di questa giovane mamma colpita dalla meningite che, da qualche anno, sta allarmando l ‘ intera penisola.

La sua storia inizia poco meno di un mese fa, il 14 marzo precisamente, quando il padre la accompagna al pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare per un eccessivo pallore facciale. Da quel momento in poi continui ricoveri fino a quando, un edema alla testa provocato dalla malattia epidemica, stronca la sua vita.

La giovane, di origini napoletane ma trapiantata a Sant’ Anastasia, lascia un bimbo di un anno e mezzo.

Si sa, non è il primo caso di meningite in Italia, tanto meno all’ ospedale Cotugno, che ha già contato numerosi casi come quello della 25enne il mese scorso. A marzo anche un 61enne ricoverato nel reparto di rianimazione del Policlinico Federiciano a Sant’ Anastasia, e tempo addietro era stato colpito perfino un medico del reparto di rianimazione dell’ospedale San Leonardo di Castellammare.

In Italia si contano 88 casi solo a giugno 2015, ma le circa 900 meningiti batteriche all’anno non sono provocate tutte dal meningococco: lo sono solo in un terzo dei casi, gli altri sono dovute a pneumococchi o a altri germi, compreso l’Haemophilus influenzae.

NapoliToday ha raccolto la testimonianza dello zio di un 29enne ricoverato al Cotugno per una meningite fulminante: “Ogni mese ci sono decine e decine di ricoveri al Cotugno di cui nessuno parla e i vaccini che in molte regioni sono gratuti, in Campania hanno un costo di 130 euro. Oggi ho visto anche una piccola anima di 40 giorni ricoverata in ospedale per la meningite. Purtroppo parlando con alcuni medici è emerso che con l’arrivo sempre più frequente degli extracomunitari, ma non solo ovviamente, la diffusione della malattia diventa sempre più capillare a Napoli. Gli stessi dottori hanno vaccinato i propri figli adolescenti per non correre pericoli, mentre nipote è stato letteralmente preso per i capelli e dopo giorni passati in rianimazione è passato in reparto, ma il suo recupero completo sarà molto lungo nel tempo”.