3 giugno 1924 moriva Franz Kafka, il pensiero e la vita di uno degli scrittori più letti e ammirati

Il 3 giugno del 1924 a solo 44 anni si spegneva Kafka, oggi a novantatre anni dalla sua morte lo ricordiamo cosi

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Oggi ricorre l’anniversario della morte dello scrittore di origine ceca Franz Kafka. Morì nel 1924 in età molto giovane, infatti aveva solo 44 anni. Nacque a Praga nel 1883, da una famiglia benestante e la sua vita è stata profondamente segnata da un cattivo rapporto con il padre. Nel 1906, contro la sua volontà, si laureò alla facoltà di Legge rispettando il volere dei suoi genitori. Fin da subito si delineò per lui una carriera di funzionario, opposta alle sue inclinazioni.

Nella sua vita sebbene sia stato fidanzato due volte, non si sposò mai e gli ultimi tempi della sua vita li passò da solo. Già dal suo periodo universitario intratteneva amicizie e conoscenze con letterati, scrittori e poeti. Proprio queste conoscenze e l’ambito di scambi culturali universitari fecero si che Franz Kafka diede vita ad una produzione personale molto ampia.

Il nucleo fondante, presente in tutti i libri scritti da Kafka, è la colpa. Conseguenza della colpa è la condanna. Nei suoi elaborati i personaggi conducono una vita apparentemente tranquilla e sono tranquilli con la propria coscienza, fino a quando non scoprono di portare sulle spalle una colpa, a loro sconosciuta fino a poco prima.

La colpa dei personaggi ha ritorsioni sulla vita personale degli stessi, è motivo di giudizi, ingiurie, provocazioni e pettegolezzi. Ciò che pensano gli altri impediscono il protagonista, detentore della colpa, la realizzazione di una vita serena ed equilibrata. Spesso i personaggi di Kafka vogliono evadere, alla ricerca di un’esistenza migliore, priva di guidizi di terze persone. Forse proprio come lui che voleva scappare da quella famiglia così severa e rigida.