Genova: Cassazione revoca a un homeless la condanna per furto

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Sei mesi con la condizionale e una multa di 160 euro. Questa  la pena che Corte d’Appello di Genova aveva deciso per un giovane senzatetto scoperto a rubare in un supermercato. La Cassazione però cambia le carte in tavola e decide di annullare la condanna. Perché se si ruba al supermercato piccole quantità di cibo per «far fronte» alla «imprescindibile esigenza di alimentarsi», allora non si può essere puniti.

Il fatto risale al febbraio del 2012. Roman Ostriakov, straniero di 30 anni, era stato visto da un cliente del supermercato mentre rubava un pezzo di formaggio e una confezione di wurstel. In totale il saldo ammontava a 4 euro e 7 centesimi. Ancora prima di uscire dal negozio, il ragazzo era stato fermato dai gestori del supermercato. Durante l’udienza di secondo grado pubblico ministero aveva chiesto di attenuare il reato, derubricarlo in tentativo di furto spinto dalla necessità e condannare l’uomo ad una multa di 100 euro. I giudici della Corte di Appello di Genova, però, avevano confermato la pena, già inflitta in primo grado: sei mesi di reclusione, con la condizionale, e una multa di 160 euro.
Ad appellarsi alla sentenza è il Procuratore generale della Corte di Appello di Genova: il giovane non doveva essere condannato per furto lieve ma  per tentato furto dal momento che Roman era stato bloccato prima di uscire dal supermercato. Gli ermellini, però, dichiarano che il furto di Roman è consumato e non tentato. Ma allo stesso tempo sentenziano che «la condizione dell’imputato e le circostanze in cui è avvenuto l’impossessamento della merce dimostrano che egli si impossessò di quel poco cibo per far fronte ad una immediata e imprescindibile esigenza di alimentarsi, agendo quindi in stato di necessità». Così la sentenza inflitta dalla Corte d’Appello viene annullata senza rinvio «perchè il fatto non costituisce reato».