Elezioni Germania, il partito populista Adf: “La fine del Cdu”

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Il leader del Cdu, Angela Merkel
Il leader del Cdu, Angela Merkel

L’inizio del declino per alcuni. L’ascesa per altri. Dopo la sconfitta del partito della cancelliera Angela Merkel nella regione del nordest della Germania a favore dei populisti del Adf (in italiano Alternativa per la Germania), arrivano i primi commenti.

Questa volta anche la Merkel concede alcune dichiarazioni durante la riunione del G20 in Cina: «Sono molto insoddisfatta. Queste elezioni locali sono state dominata da temi nazionali, in primo luogo da quello dei profughi». Ha ribadito, poi,  che  «il numero dei richiedenti asilo si è ridotto», che già da dicembre dello scorso anno aveva deciso «di non poter accogliere ogni anno un milione di profughi» e che si è impegnata «a ricostruire la fiducia» nel Paese.

Da Bruxelles è arrivata una prima reazione ufficiale alla débacle del partito della cancelliera, arrivato terzo nella regione del nordest della Germania, dietro i populisti dell’Afd. E’ un voto che “non” indebolisce la politica migratoria dell’Unione, ha sostenuto il portavoce della Commissione Ue, Alexander Winterstein, aggiungendo che «la solidarietà é la giusta premessa, la dobbiamo far funzionare sul terreno».

Alla conferenza dell’Afd il clima, invece, è completamente diverso. Dopo la terza vittoria al livello locale, si pensa in grande. «La grande coalizione non è più tanto grande»: un po’ di facile sarcasmo non guasta mai, Frauke Petry se lo concede dopo un attacco violento contro il Cdu, il partito cristiano-democratico della Merkel,  accusato di «arroganza e ignoranza senza precedenti». Per Petry, queste elezioni non sono solo il risultato di un’errata politica sui migranti ma il segnale  «dell’inizio della fine della Cdu».