A 25 anni dalla morte Freddie Mercury vive ancora

"The show must go on", cantava con energia Freddie Mercury prima di morire, e a 25 anni dalla sua morte la sua leggenda resta ancora viva.

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Foto di: Flickr

Il 24 novembre 1991, esattamente 25 anni fa, alle 18.48 la “Leggenda del Rock” Freddie Mercury lasciava questo mondo a causa di una complicazione polmonare dovuta alla malattia del secolo, l’AIDS.

Soltanto pochi giorni prima, il 22 novembre, l’indimenticabile voce dei Queen aveva dichiarato alla stampa: “…Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia…”.

Freddie Mercury, al secolo Farrokh Bulsara, nacque a Zanzibar il 5 settembre 1946 da genitori indiani migrati nel Regno Unito quando era appena adolescente. Nel 1970 Freddie fonda un gruppo rock britannico: nascono così i Queen, con il chitarrista Bryan May, il batterista Roger Taylor, il bassista John Deacon, e se stesso alla voce e pianoforte. L’indiscusso carisma di Mercury lo poneva al centro di ogni concerto che, grazie a lui, diventava uno spettacolo teatrale.

Peter Freestone, assistente personale del leader dei Queen, ricorda un Freddie che, quando non faceva musica, frequentava nightclub per omosessuali, dove, sotto l’effetto di droghe pesanti, si dedicava al sesso più libero e spensierato. Lo stesso Mercury nelle sue interviste parlava di sè dicendo: “L’eccesso fa parte della mia natura. La noia è una malattia. Non sopporto di annoiarmi, Ho bisogno di pericolo ed emozione.”. 

Freddie e il suo assistente, Paul Freestone, foto di QueenHeaven
Freddie e il suo assistente, Paul Freestone, foto di QueenHeaven

Il male del secolo, l’Aids, ai tempi estremamente mortale, aveva costretto Freddie a dare un taglio netto alla sua vita: senza più ne vizi ne eccessi, molto spesso non aveva neanche la forza di esibirsi. Deperito e devastato dalle piaghe fisiche, il frontman dei Queen, si recava comunque in sala di registrazione cercando di lasciare in eredità quanta più poteva della sua voce.   “Dopo le parole di Freddie ho sentito un freddo dentro le ossa che non proverò mai più”, dichiarò in seguito Bryan May riguardo la sera in cui Freddie parlò alla band della sua malattia.

L’ultima traccia registrata fu “Mother Love” un brano in cui il cantante raccontava il suo desiderio di tornare alla semplicità dell’infanzia.

A 25 anni dalla morte la memoria di Freddie Mercury resta ancora viva: ai primi di novembre è uscito “On air, The complete Bbc Radio sessions”, che raccoglie le session che la band incise per l’emittente britannica tra il 1973 e il 1997. Inoltre, è in produzione un film biografico sulla vita della leggenda del Rock intitolata “Bohemian Rhapsody“.