A Le Mans il vivaio italiano Moto3 ruggisce

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Italia-Francia: 3-0.

Chi si aspettava un risultato così ieri? Pochi.

I più attenti, analizzando i dati delle prove libere e delle qualifiche del sabato, poteva azzardare un pronostico ma sicuramente vederlo diventare realtà ha lasciato tutti basiti.

La partenza ha decretato subito chi avrebbe condotto, Fenati, ma nei giri successivi è stato chiaro che non sarebbe stata né una gara in solitaria né una gara con un gruppone di 15-20 piloti.

Il vivaio italiano c’è, ruggisce ed è affamato, lo dimostra la cattiveria (agonisticamente parlando) mostrata da Fenati-Bastianini nei loro sorpassi per contendersi la leadership. Non è stato da meno Bagnaia, cresciuto e maturato molto rispetto a pochi mesi fa quando lottava con una KTM a lui poco compatibile; in sella alla Mahindra ieri ha firmato il primo capolavoro nella classe cadetta chiarendo il concetto che una faccia “pulita” non esclude un morso fatale.

Nell’ultimo giro ho spinto come un matto e ho guadagnato un piccolo gap che poi mi ha fatto tagliare il traguardo per primo. Non pensavo che si potesse arrivare a questo risultato così velocemente. Ora mi alleno insieme a tutti gli altri ragazzi della Riders Academy, gli stessi con cui oggi è stato bello battagliare fino all’ultima curva”. Riassume così questa prima vittoria stagionale Fenati.

“Non è stata una gara facile: partendo indietro ho dovuto spingere forte per recuperare posizioni e di conseguenza le gomme sono calate molto. Al penultimo giro ero in piena lotta per la vittoria, ma in una ‘esse’ ho perso per un attimo il controllo del retrotreno, perdendo due posizioni.” Dice invece Bastianini.

Piccola magra consolazione per Antonelli, capace di tenere testa a Danny Kent rendendogli la rimonta difficile: fino a quel momento il pilota inglese, attuale leader in classifica, ha rimontato gli avversari senza neanche versare una goccia di sudore ma i suoi problemi sono arrivati proprio nel momento in cui ha tentato di passare il nostro Niccolò.

Altro italiano in grado di farci emozionare è stato Andrea Migno: occhi vispi e parlantina diretta, a fine gara, ha spiegato sì la soddisfazione per la bella gara, ma anche la delusione per aver assistito da lontano alla lotta nata tra i suoi compagni e amici di Ranch.

Si, perché nella top10, sono stati ben 5 i piloti italiani e 4 i piloti provenienti dalla VR46 Academy: l’unico pilota a non essere iscritto alla scuola di Rossi è Bastianini, che questo inverno ha rifiutato la sella che oggi è di Migno per rimanere con Fausto Gresini.

Fino a ieri, il tricolore, era tenuto alto solo da Bastianini, a tratti da Antonelli e Bagnaia salvo intoppi di percorso mentre Fenati e Migno facevano i conti con una KTM nuova e troppo difficile da gestire. Con Le Mans la flotta ha allargato le file e, anche noi, siamo in prima fila per il titolo, per ora con Bastianini di nuovo secondo dietro a Kent.

Piccoli passi in avanti anche per il Team Italia con Ferrari fuori a tredici giri dal termine, un vero peccato vista la posizione di partenza mentre Manzi chiude in quindicesima posizione conquistando il primo punticino di carriera.