A Monnalisa, @uxilia per una vita migliore

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Monnalisa, @uxilia

Monnalisa ha 10 anni, ha perso sua madre e non ha mai avuto un padre. L’associazione @uxilia in Sri Lanka, come in tante altre parti del mondo, lotta per ricordare a queste creature e alle loro madri che esiste un futuro diverso dagli abusi sessuali e dalla sottomissione. Attraverso i centri di formazione professionale i volontari aiutano queste madri a essere indipendenti. Ora, però, è @uxilia a chiederci una mano.

L’associazione arriva in Sri Lanka nel 2004, dopo uno tsunami che ha portato via la vita a 31mila persone. Qui i volontari hanno trovato una società distrutta dalla guerra civile, dove gli abusi sui minori e la tratta delle donne sono una consuetudine. @uxilia si stabilisce a Batticaloa e prende vita il Vocationl Training Center, il centro per la formazione professionale e per l’istruzione. La struttura apre i battenti, una fila di donne aspetta davanti all’entrata. Sono madri abusate, violentate che avrebbero dovuto uccidere i loro figli ma hanno deciso di donargli la vita. Sono donne “impure” per cui lo Stato non vuole spendere nemmeno un euro, ma a prendersene cura ci pensa @uxilia. Almeno è stato così fino ad ora, perché i volontari hanno bisogno di fondi per mantenere il centro aperto. Adesso chiedono il nostro aiuto.

Sono state Thayalini, 14 anni, e Monnalisa, la bambina che porta in grembo, a far nascere il Vocational e il centro per i parti. Thayalini si è rifiutata di uccidere il frutto di un abuso sessuale e ha deciso, nonostante l’età, di portare avanti la gravidanza. Partorisce nel 2005, a far nascere la sua bambina è il medico e presidente dell’associazione, Massimiliano Fanni Canelles. Dal quel momento la vita di Monnalisa si legherà per sempre a quella di Massimiliano. Madre e bambina vivono nel centro fino a quando Monnalisa non compie otto anni, da quel momento Thayalini per la legge locale deve essere allontanata. L’associazione, però, rimane  vicino alla madre, la aiuta a prendere il brevetto da maestra e a costruirsi un futuro. Un futuro che Thayalini non riesce a vivere serenamente, perché è ossessionata dagli uomini che le chiedono di vendere sua figlia al mercato della prostituzione minorile. Massimiliano prova a portare entrambe in Italia, ma la guerra in Sri Lanka è finita e l’Italia “chiude” i battenti. Poi, dopo un mese Thayalini viene ritrovata morta in casa sua, nell’abitazione è custodito un testamento con cui la madre affida la sua bambina a l’uomo che l’ha accudita e educata, Massimiliano. Forse Thayalini è stata ammazzata o forse ha voluto dare una speranza di vita alla sua bambina.

La strada, però, non è facile neanche per Monnalisa. Dato che in Sri Lanka non è prevista l’adozione internazionale, l’unica strada possibile è chiedere aiuto direttamente al Tribunale dei minori italiano. Massimiliano riacquista la speranza grazie a una legge che accetta l’adozione di bambini stranieri senza parenti a condizione,però, che questi siano sul suolo italiano. Monnalisa, quindi, deve raggiungere l’Italia accompagnata da un tutore legale. Sorge l’ennesimo problema: la bambina è stata affidata al Tribunale locale, non a una persona. Monnalisa non ha nessuno che la accompagni dal suo futuro papà. Così adesso la bambina vive ancora nel suo villaggio natale presso quell’associazione istituita alla sua nascita, aspettando che qualcuno la porti nella sua nuova casa. Per ora ha la protezione di @uxilia, ma sarà per sempre?