A spasso per i cimiteri

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Come si sceglie la meta ideale per una vacanza? Cosa fare per impiegare al meglio i giorni a disposizione? Solitamente si decide il tipo di viaggio a seconda dello stato d’animo del periodo, c’è chi cerca posti rilassanti, spiagge bianche dall’acqua cristallina o terme che si nascondono tra colline e monti. Qualcuno decide di camminare su strade più tortuose cercando mete in cui praticare sport estremi o tentando di raggiungere luoghi remoti, assaporando così il momento della scoperta di nuovi orizzonti dopo tanta fatica. Ci sono poi viaggi interamente dedicati alla natura e quelli che ci portano per le strade di città vicine e lontane.

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Ci sono mete però a cui normalmente non si pensa, eppure sono luoghi che, prima o poi, richiamano l’attenzione di tutti: i cimiteri.

No, nessuna pazzia o pensata macabra, i luoghi di culto di popolazioni più o meno vicine a noi, richiamano da sempre l’attenzione, motivo per il quale artisti, scultori e artigiani dal grande talento si sono sempre prodigati al fine di abbellire quanto più possibile i luoghi di sepoltura. Del resto ogni  cultura ha sempre dato grande importanza al passaggio dei cari (ma non solo) nell’ignoto che attende dopo la morte.

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Ci sono luoghi incredibili e suggestivi in tutto il mondo dedicati al culto dei morti, piramidi in Egitto, grandi cimiteri sul mare dai colori candidi dell’azzurro e del bianco in Tunisia, catacombe sparse per il mondo, famosissime quelle di Parigi e di Roma, e poi ancora “città” come Petra in Giordania che tra i suoi 800 monumenti ne conta almeno 500 dedicati ai defunti. Altrettanti sono i rituali commemorativi, dalle sepolture vichinghe con grandi pire di fuoco fino a quelle più semplici ma dalle tradizioni radicate in antiche credenze, dove i morti venivano sepolti assieme a delle monete, utilizzate secondo i greci per pagare l’obolo di Caronte, o ancora come quella di affiancare al corpo delle lanterne così che egli potesse usare per illuminare il suo cammino nell’oltretomba.

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Ad oggi l’arte funeraria non è certo meno importante rispetto ai secoli passati, è solo cambiato lo stile. Sebbene qui da noi non si trovino imponenti piramidi, possiamo ritrovare la maestosità di sempre nei nostri cimiteri, in particolare quelli monumentali. Forse non vi è mai capitato di fare una passeggiata in giro per il Verano, a Roma, eppure in questo luogo è possibile scoprire delle vere e proprie opere d’arte, passeggiando tra i suggestivi vialetti erbosi, come grandi o piccole sculture e lapidi lavorate ed incise con attenzione e maestria. Già dall’esterno si può restare affascinati dalle quattro solenni statue che rappresentano  rispettivamente la Meditazione, la Carità, la Speranza ed il Silenzio. Entrando poi ci si troverà davanti a meravigliose raffigurazioni di amore dedicate al popolo del Verano, scolpite su marmo, granito e pietra.

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Ma non esiste solo il Verano, seppur questo resta il cimitero monumentale più visitato dai turisti in Italia, grazie anche alla sua comparsa nel film premio Oscar “La grande bellezza”. Altri luoghi simili, specchio dei gusti delle epoche che si sono succedute, si possono trovare anche a Genova, nel cimitero di Staglieno che ospita statue bellissime e insolite come “l’ultimo bacio” una particolarissima rappresentazione simbolica di “Amore e Morte”.  Anche in altre città ovviamente troviamo cimiteri monumentali, come a Milano, a Bologna, a Bergamo o Trieste.

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Se il fascino statuario di queste rappresentazioni, talvolta macabre, non ci basta, si può sempre pensare di addentrarci in luoghi decisamente più insoliti come ad esempio le catacombe dei frati cappuccini di Palermo, che vengono descritte come “Il luogo dove i vivi incontrano i morti” ed effettivamente questa è l’esatta definizione di ciò che avviene. Se nel nord Italia infatti i cimiteri monumentali la fanno da padroni, nel centro e nel sud le catacombe popolano il sottosuolo di tantissimi comuni. Queste ultime mete ovviamente sono consigliate solo a chi non si fa intimorire!