A Star is Born: la decadenza di una stella

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fonte foto: screen

L’esordio alla regia dell’attore e protagonista Bradley Cooper lascia sgomenti, soprattutto per la facilità con cui la pellicola fluisce sullo schermo.

C’è da dire però che nonostante la sorprendente recitazione della cantante Lady Gaga, il remake del film “E’ nata una stella” (William A. Wellman 1937) lascia dietro di se una scia di neo realismo autobiografico che è difficile concettualizzare in due ore e quattordici minuti.

Molto valide invece le colonne sonore che accompagnano tutto il racconto e il lavoro eccellente di Bradley Cooper come co-protagonista e co-sceneggiatore. La stesura del racconto è dal principio molto drastica e l’impressione che qualcosa a metà della pellicola sia da cancellare permane per tutta la durata del film.

E’ tragico il modo in cui Ally e Jackson affrontano la popolarità e molto attuale, invece, i concetti di cambiamento, crisi, dipendenza che sfociano e trovano vita nel personaggio maschile.

A Star is Born è un film riuscito grazie alla musica, al contrario sarebbe la solita storia d’amore rifilata, intessuta e pronta per un pubblico medio-reattivo.