Addio al filosofo Andrè Glucksmann. Aveva 78 anni

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Parigi. Si è spento nella notte, all’età di 78 anni, il filosofo francese Andrè Glucksmann. Protagonista del Maggio ’68 e militante per i diritti umani, Glucksmann fu punto di collegamento fra due generazioni di intellettuali, quella di Sartre, Aron e Foucault e quella dei “nouveaux philosophes”, il gruppo che ruppe con il marxismo negli anni Settanta.
Nato da una famiglia ebrea a Boulogne-Billancourt il 19 giugno 1937, aveva studiato filosofia a Lione e all’Ecole normale supérieure de Saint-Cloud. Con l’intellettuale di centrodestra Raymond Aron, di cui fu assistente alla Sorbona, avviò gli studi geopolitici. Nel 1972, in un articolo pubblicato dalla rivista Les Temps Modernes, definì la Francia una «dittatura fascista». Nel 1975 ruppe clamorosamente con il marxismo pubblicando il saggio: “La Cuisinière et le mangeur d’hommes, réflexions sur l’État, le marxisme et les camps de concentration”.
Si schierò a favore degli interventi occidentali in Afghanistan e in Iraq e contro l’atteggiamento troppo morbido dei paesi occidentali verso la politica di Vladimir Putin.
Tra le sue ultime opere tradotte in italiano: “Il discorso dell’odio. L’Islam, l’America, gli ebrei, le donne: la strada dell’odio è lastricata di buone intenzioni” e “Occidente contro Occidente”.