Aforismi della vita: la storia di Fabrizio Caramagna

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Fabrizio Caramagna

Scrivere e leggere sono le due attività che l’uomo dovrebbe mantenere sempre vive e salde in qualsiasi momento. Non tutti ci riescono ma poi, c’è chi decide di abbandonare il proprio lavoro decennale per iniziare a scrivere aforismi. Quest’uomo, che in molti citano senza conoscerlo, è Fabrizio Caramagna.fabrizio_caramagna

Questo nome, Fabrizio Caramagna e torinese doc, forse, potrebbe risultarvi sconosciuto e invece il suo sito Internet aforisticamente.it, no. Ebbene sì, quando citate o prelevate i suoi aforismi è a lui che fate capo. Si è deciso di raccontervi la sua storia perchè durante la finalissima di “Ballando con le stelle”, programma di Rai1 e condotto da Milly Carlucci, un suo pensiero è stato selezionato per accompagnare uno dei balli della coppia vincitrice di quest’edizione, Iago Garcia e Samanta Togni. La cosa particolare però, è che non conoscendo l’autore di quell’aforisma, che tanto bene descriveva la scena di un addio, Fabrizio Caramagna non è stato, per niente, citato o salutato; anche perchè i pensieri che lo precedevano e lo seguivano erano di tali come Charles Bukowski, Madre Teresa di Calcutta e Jacques Prèvert. Se chiedete alla tv del servizio pubblico, vi risponderanno che l’hanno trovato in rete e che il suo aforisma si adattava perfettamente al sentimento che dovevano interpretare i due ballerini. Ecco le parole celebri:“Le parole se ne stanno zitte sulla soglia, a un passo da te che resti fuori ed io non so come chiamarti, e chiederti di tornare indietro. È così che nascono gli addii”.

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Intanto, la fama dell’autore di Torino cresce ma a lui non importa che tutti conoscano il suo nome e cognome perchè ciò che conta sono le parole messe in circolo. In Italia, la sua dedizione e il suo labor limae non è molto rispettato, sentite il motivo: “Sono stato impiegato per 10 anni nell’ufficio dell’Api, poi basta, mi sono dedicato alla scrittura. Vengo citato ovunque, ognuno sulla propria bacheca di Facebook fa ciò che vuole. Sono tradotto in 11 lingue, recensito all’estero e solo nel mio paese non trovo fortuna nei canali ufficiali ma non me la prendo”. Se gli si domanda cosa ne pensano di lui, le case editrici: “Non mi considerano perchè non ritengono l’aforisma un genere letterario. Dicono che non si vende bene come i romanzo o le inchieste di mafia, o le storie di vampiri”.

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