Aggressioni con l’acido, nuova sentenza per Alexander Boettcher

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Alexander Boettcher è stato condannato a 23 anni nel processo milanese con al centro l’accusa di associazione per delinquere per una serie di aggressioni con l’acido. Lo ha deciso il collegio dell’undicesima sezione penale. Era stato già condannato lo scorso giugno a 14 anni di reclusione per aver sfigurato Pietro Barbini, la sua ex amante Martina Levato,grazie al rito abbreviato, ha avuto anche lei 14 anni di reclusione. Ma per Alexander, mediante l’ultima sentenza, è arrivata una condanna molto più pesante con rito ordinario: altri 23 anni di reclusione, per un totale, solo teorico allo stato, di 37 anni di carcere. I legali di Boettcher, gli avvocati Michele Andreano e Giovanni Maria Flora, hanno provato fino all’ultimo a dimostrare “l’innocenza”, sostenendo che il loro assistito ha una personalità disturbata e che non c’è la prova che abbia partecipato ad associazioni a delinquere. Il collegio dell’11 esima sezione penale, presieduto da Elena Bernante, invece, non ha creduto a tale innocenza e ha emesso la sentenza definitiva. “E’ una sentenza già scritta, ma io sono innocente e lotterò anche in appello“, ha sostenuto Alexander. Nel frattempo, i giudici lo hanno condannato, oltre a 3 anni di libertà vigilata a pena espiata, anche a versare provvisionali di risarcimento: 1,2 milioni di euro a Savi (difeso dal legale Andrea Orabona), 60 mila euro ciascuno al padre, alla madre e al fratello del ragazzo (rappresentati da Benedetta Maggioni), 50 mila euro a Carparelli (con gli avvocati Paolo Tosoni e Chiara Graffer), 10 mila euro a Margarito (con il legale Roberto Parente) e 45 mila euro all’Asl di Milano.