Agguato a Ciro Moccia, re della pasta di Gragnano

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Il re della pasta di Gragnano, Ciro Moccia (45 anni) erede di una tradizione centenaria di una storica azienda campana è stato ferito a colpi di pistola, questa notte, mentre rientrava a casa a Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli.

Era in auto con il figlio di 19 anni e stavano aspettando che si aprisse il cancello elettrico della loro abitazione, quando un uomo armato si è affiancato alla vettura e ha iniziato a sparare a terra. In effetti,  la polizia ha trovato 12 bossoli e uno di questi ha trapassato la carrozzeria della macchina e ha raggiunto Moccia a un polpaccio. Al termine della sparatoria l’uomo è scappato nel nulla.

Poco prima aveva chiuso la tavola calda di sua proprietà. Nei pressi della loro abitazione, che si trova in via Fratte, al confine tra i comuni di Gragnano e Castellammare di Stabia. Hanno avvertito un paio di esplosioni, scambiate per fuochi d’artificio. In realtà, secondo quanto accertato dagli investigatori del commissariato di zona, erano due colpi di pistola che hanno raggiunto la vettura nel paraurti.

Questa mattina è stato proprio lui a postare sul suo profilo Facebook i suoi pensieri: “Troppe cose penso in queste ultime ore, specie che in vita mia ho fatto sempre e solo del bene e creato posti di lavoro onestamente…Forse ho sbagliato?”. L’imprenditore è anche, presidente del Nuovo Consorzio per la tutela della Pasta di Gragnano Igp, appartenente a una famiglia di imprenditori della pasta, con il popolarissimo marchio ‘La Fabbrica della Pasta’, titolare di supermercati alimentari della catena Decò, anche a Capri e, di recente, di un ristorante e pizzeria di grido, aperto nel centro di Gragnano, nel palazzo dell’ex pastificio Di Nola chiuso negli anni Sessanta e riaperto dalla famiglia Moccia con il nome “La Locanda della Pasta di Gragnano”, con grande successo di pubblico e fama.

La solidarietà nei confronti di Moccia è stata espressa anche da Vincenzo Zurlo, presidente dell’Associazione anticamorra ‘LegalmenteItalia’ con queste parole: “Esprimo la massima vicinanza possibile all’ amico Ciro, vittima di un vile agguato. Ciro è da sempre dalla parte della legalità, per anni ha avuto come unico interlocutore le forze di polizia. In questa Gragnano atrofizzata ed incapace di reagire, persone come Ciro sono dei rivoluzionari. Sì proprio così, dei rivoluzionari, perché in questa città per un imprenditore (l’unico) andare ai convegni sulla legalità e nelle caserme a denunciare significa dare il buon esempio. Significa vincere il muro dell’omertà, ed a Gragnano questo non si fa”.