Agostino Miozzo del Cts: “Epidemia è ormai fuori controllo”

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Virus, Fonte Pixabay, Autore Mattthewafflecat

Considerato l’andamento sempre più crescente dei contagi in Italia, il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, ha reagito con una dichiarazione. Dichiarazione nella quale esprime tutta la sua preoccupazione per i mesi a venire.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE – Il capo del Comitato tecnico scientifico ha tenuto inizialmente a fare il punto sulla situazione attuale. Questo in un’intervista a “Il Giornale” e dopo l’ultimo bollettino sui contagi, che indica ben 878 nuovi casi.

«Paghiamo un’estate in libertà, con party sulle spiagge, discoteche aperte e assembramenti senza regole. Se la curva continua a salire dobbiamo cominciare a preoccuparci: entro fine mese sapremo cosa sta succedendo. L’epidemia è ormai fuori controllo – continua il membro del Cts – Una crescita sull’andamento dei contagi era prevista, però dobbiamo capire come si evolve questa curva epidemica: se raggiunge un picco e poi si ferma, possiamo stare tranquilli perché è il colpo di coda di comportamenti scorretti dei vacanzieri […]».

PRECAUZIONE DA PARTE DEI GIOVANI – Agostino Miozzo si è in seguito concentrato sui nuovi casi positivi, per lo più giovani e asintomatici. «[…] questi ragazzi manifestano pochissimi sintomi, ma sono lo stesso contagiosi e possono innescare pericolose catene di trasmissioni familiari e a scuola, dove purtroppo la presenza in classe rappresenta un nuovo stress dal punto di vista epidemiologico ed è per questo che la diffusione del virus sul territorio nazionale dev’essere tenuta sotto controllo».

In conclusione invita tutti i cittadini ad essere prudenti, soprattutto in vista della riapertura delle scuole. «Si tratta di un imperativo sociale e politico. Sono già sei mesi che gli istituti sono chiusi. E otto milioni di studenti non possono più stare lontano dalle aule. Non sottovalutate alcun sintomo, fatevi controllare anche al primo raffreddore, ricordatevi dove siete stati in vacanza e chi avete frequentato […] Non aspettate di stare male […]».