Aids. Diminuiscono i decessi e aumentano i malati che non sanno di esserlo

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L’Associazione microbiologi clinici italiani, Amcli, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, del 1 dicembre, rende note le ultime stime, relative alla fine del 2014, nel report annuale dell’Unaids – il programma Aids delle Nazioni unite. Secondo gli esperti ci sono stati nuovi 142mila casi di infezioni nei 53 paesi della regione europea dell’Oms, di cui circa 30mila nella sola Unione Europea, il numero più alto dagli anni ’80. In aumento nuove infezioni da rapporti omosessuali (42%), mentre quelle dovute a rapporti eterosessuali sono al 32%. 4,1 % sono invece quelle relative ai tossicodipendenti che usano droghe iniettabili.

Un dato ancor più preoccupante è che l’11% delle infezioni avviene nella fascia tra i 15 e i 24 anni.  “Diventa dunque cruciale – ha detto Pierangelo Clerici, presidente Amcli- realizzare progetti di informazione, prevenzione, diagnosi precoce e completa. La diffusione e la disponibilità dei test per la diagnosi – ha continuato- rappresentano una priorità unica e i laboratori di microbiologia clinica hanno a disposizione test che permettono non solo la diagnosi di infezione, ma anche il follow-up accurato delle terapie e la identificazione di ceppi virali resistenti”.

Il nostro Paese si trova al 12esimo posto nell’Unione Europea. Nel 2014 in Italia 3.695 persone hanno scoperto di essere Hiv positive. Nel 2014, le nuove diagnosi sono state 858, ovvero 1,4 per 100.000 residenti.

Diminuiscono i decessi di persone con Aids ma una quota crescente di persone positive all’Hiv è inconsapevole della propria condizione: tra il 2006 e il 2014 è aumentata dal 20,5% al 71,5% la proporzione delle persone che arrivano allo stadio di Aids conclamato ignorando la propria sieropositività e, nel 2014, meno di un quarto delle persone ha eseguito la terapia antiretrovirale prima della diagnosi.