Al via il processo ai danni di 3 arbitri e 4 assistenti di Serie A: alcuni potrebbero dimettersi

Giacchette nere al centro del ciclone. Diarie gonfiate di poche decine di euro a fronte di compensi da centinaia di migliaia di euro. E l'AIA ora teme l'ingrandirsi dello scandalo.

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Fonte foto: pixabay.com - besteonlinecasinos

Mercoledì mattina andrà in scena il processo già ribattezzato “Rimborsopoli” ai danni di  arbitri e assistenti della CAN A, l’organo che riunisce i direttori di gara della Serie A. Le giacchette nere indagate sono rispettivamente i signori: La Penna della sezione di Roma 1, Pasqua della sezione di Tivoli e Robilotta della sezione di Sala Consilina.

Quattro invece gli imputati tra gli assistenti: Fiorito, Manuel Robilotta (fratello dell’arbitro Ivan), Tardino e Del Giovane. Per tutti e sette si prospetta l’accusa di falso, avendo alterato all’insù le ricevute e i giustificativi per le spese sostenute per le trasferte per cui erano stati designati. In alcuni casi sarebbero state indicate come voci speciali anche l’effettuazioni di falsi tamponi orofaringei per la rilevazione di Sars-Cov19.

Un retroscena amaro e quanto grottesco, così come indicato dalle tante testate sportive italiane che parlano di conti gonfiati di poche decine di euro a fronte di un compenso da 3800 euro a match oltre ad uno stipendio fisso di oltre 90 mila euro annuo riconosciuto ad ogni arbitro di Serie A.

Già lo scorso 20 maggio la stessa AIA aveva diramato un comunicato nel quale si leggeva: “In attuazione dell’obiettivo della massima trasparenza associativa e come già comunicato su questo sito nei giorni scorsi, la nuova governance dell’AIA ha avviato audit interni amministrativi e contabili sulla conformità dei rimborsi-spese erogati per attività tecniche ed associative. All’esito di tali controlli, riscontrate delle incongruenze contabili nella compilazione dei rimborsi spese redatti di alcuni associati, la Presidenza dell’AIA ha inviato tutta la relativa documentazione alla Procura Federale della FIGC in data 21 aprile scorso. Nelle more della conclusione delle indagini federali, tutti gli associati coinvolti nella vicenda sono stati sospesi dall’attività tecnica in via cautelare“.

Il procuratore Vincenzo D’Onofrio rinvierà con ogni probabilità i sette alla Disciplinare dell’AIA la quale dovrà pronunciarsi circa le pene da comminare. Eppure potrebbe profilarsi all’orizzonte anche una svolta clamorosa a tutta la faccenda. Già nei giorni scorsi, infatti, uno dei quattro assistenti arbitrali imputati, il signor Fiorito della sezione di Salerno, avrebbe rassegnato le proprie dimissioni. Una sorta di scappatoia che potrebbe essere percorsa anche dagli altri imputati nel prosieguo dell’inchiesta.