Albania, opposizione in piazza a Tirana. Assaltata la sede del governo

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Foto da Wikimedia Commons

A due giorni dalla protesta a Tirana davanti alla sede della presidenza del Consiglio, con cui l’opposizione ha chiesto le dimissioni del premier Edi Rama e a cui hanno preso parte migliaia di persone che hanno dato vita a diversi scontri e a un tentativo di assalto alla sede del governo, si intensifica la crisi politica in Albania.

Il Partito Democratico, principale formazione del centro destra all’opposizione guidata da Lulzim Basha, intende infatti abbandonare definitivamente il parlamento, radicalizzando così la propria pretesa di un governo transitorio che prepari le elezioni anticipate.

Ho deciso di proporre al gruppo parlamentare e al direttivo del partito di rinunciare ai mandati parlamentari“, ha dichiarato Basha. “Il messaggio ricevuto dalla protesta dei giorni scorsi è stato chiaro: non si può più andare avanti in questo modo. Il tempo delle parole è scaduto. Noi non possiamo fare da facciata ad un parlamento eletto da un voto dettato dalla criminalità organizzata“.

Nel corso della protesta, i disordini sono iniziati quando alcuni manifestanti hanno lanciato bombe molotov e pietre all’ingresso dell’edificio e hanno rotto il cordone di polizia. Stando ad alcune fonti locali, i manifestanti sarebbero arrivati fino di fronte all’ufficio del premier, prima che la guardia all’interno dell’edificio lanciasse gas lacrimogeni per allontanarli. E’ stata eretta di fronte all’edificio una bandiera del Partito Democratico.

Il popolo ha preso parte alla protesta in risposta all’appello di Basha, il quale aveva chiesto che la manifestazione fosse la più grande degli ultimi trent’anni. L’opposizione accusa il premier di corruzione e di guidare la nazione senza alcun rispetto per la legge, oltre a denunciare le sue disastrose politiche economiche che stanno costringendo le persone e soprattutto i giovani a lasciare l’Albania.