Algebris, Gallo spiega cosa accadrà dopo la pandemia

Alberto Gallo di Algebris racconta quale sarà il futuro economico una volta passata l’emergenza sanitaria Covid-19

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Algebris, Alberto Gallo spiega cosa dobbiamo aspettarci dallo scenario economico del post-pandemia

Alberto Gallo di Algebris spiega in un approfondimento su focusrisparmio.com come l’aumento generalizzato del debito pubblico, il protezionismo finanziario e, in altre parole, una sorta di «blackout economico» saranno lo scenario più probabile per il post Covid-19. L’emergenza sanitaria e le misure messe in campo dai diversi Paesi per affrontarla hanno creato un quadro, infatti, nell’ambito del quale parlare semplicemente di crisi economica non basta.

Il manager di Algebris: “A mio avviso il rapporto debito pubblico/Pil salirà intorno al 140-150%”

L’esperto del settore Alberto Gallo, capo delle strategie Macro e gestore del fondo Algebris Global Credit Opportunities Fund, prevede una situazione poco rosea soprattutto per quanto riguarda il rapporto debito pubblico e PIL: nei mesi a venire potrebbe crescere molto sopra il 100%, fino al 140% o 150%. Gli effetti saranno a cascata, con mercati e investitori che potranno chiedersi soprattutto come, quando e chi possa riparare davvero il debito pubblico e con i singoli cittadini impegnati a proteggersi in diversi modi, compreso l’acquisto di beni rifugio come l’oro, contro il deprezzamento delle valute. Ampliando la prospettiva, ci si potrebbe ritrovare presto con un mondo a due misure e ancora più nettamente diviso, cioè, tra Paesi forti e in grado di gestire le nuove necessità economiche e Paesi più deboli, invece, che potrebbero essere completamente sopraffatti dalle stesse. Osservate speciali saranno soprattutto quelle nazioni che, un attimo prima di essere investite dalla crisi, stavano provando a stabilizzare le proprie economie.

Il manager di Algebris precisa come l’intervento dello Stato, nel caso di quest’ultimi Paesi ma non solo, sarà essenziale per affrontare il nuovo scenario economico. Ogni decisione dovrà essere presa, infatti, tenendo conto dell’economia reale e degli effetti concreti che la stessa potrà avere su cittadini, imprese e ogni altro soggetto business. Lo scenario in cui gli economisti credono di più, infatti, è quello di aziende e imprese deboli che riescono a sopravvivere all’interno di Stati forti e con forti politiche di rilancio e non il contrario. La conseguenza quasi diretta è che anche il ruolo delle banche centrali, per esempio, possa risultarne notevolmente ridotto rispetto a un passato recente.

Algebris, Gallo: “Il processo storico che vede il declino del capitalismo era già in atto, il virus non ha fatto altro che accelerarlo”

I segni della crisi, comunque, a detta di Alberto Gallo di Algebris, erano già presenti – e ben chiari – prima dell’emergenza sanitaria. La pandemia ha solo accelerato un’inversione di rotta di cui qualche osservatore prudente si era già reso conto: non a caso molti investitori erano riusciti, già a inizio anno, a rivedere i propri piani di spesa in modo da minimizzare le perdite. Si tratta degli stessi investitori che, ora, potrebbero aiutare la ripresa contribuendo a immettere liquidità sul mercato. Al centro dei loro interessi sembrerebbero esserci, al momento, soprattutto piccole e medie imprese dal modello di business e organizzativo flessibile; startup innovative soprattutto di settori strategici come il digitale, la salute, lo sviluppo sostenibile e, ancora, aziende alle prese con la prima quotazione in borsa. Il rischio degli investimenti è bilanciato, infatti, in casi come questi, dalla possibilità di modulare meglio gli stessi e dalle forti prospettive di guadagno futuro. La cooperazione, quasi sussidiaria, tra diversi soggetti potrebbe essere, insomma, l’unica via per superare l’impasse economica lasciata in eredità da un’emergenza sanitaria ancora non del tutto superata.