venerdì, Settembre 11, 2026
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Alligator Alcatraz, chi sono i due italiani detenuti in Florida?

Da giorni a finire al centro dell’attenzione sono stati gli appelli lanciati da Gaetano Cateno Mirabella Costa e Fernando Eduardo Artese, entrambi detenuti nel centro migranti irregolari Alligator Alcatraz. Si tratta di una struttura voluta da Trump costruita in soli 8 giorni nel cuore delle paludi della Florida. Ma chi sono questi due connazionali che stanno attendendo il rimpatrio sotto la supervisione delle autorità statunitensi e italiane?

MIRABELLA COSTA: DA TAORMINA AGLI USA – Originario di Taormina, il 45enne è stato arrestato il 3 gennaio 2025 nella Contea di Marion. L’uomo è stato accusato possesso illegale di farmaci, un’aggressione e un episodio di violenza contro un over 65. Scontata la pena di sei mesi, il 9 luglio Gaetano Cateno è stato trasferito ad Alligator Alcatraz, in attesa di rimpatrio.

È proprio Mirabella Costa che ai microfoni di Tg2 ha voluto lanciare un chiaro appello:  “Siamo in gabbia, come in un pollaio. Fateci uscire da questo incubo”. L’uomo ha rivelato di non avere la possibilità di parlare con un avvocato o con un giudice, chiedendo l’intervento delle autorità italiane. Ha aggiunto: “Siamo in 32 in una gabbia”.

FERNANDO EDUARDO ARTESE: LA MANCATA UDIENZA – Originario di Buenos Aires, Fernando Eduardo Artese, 63 anni, ha sia la cittadinanza argentina che quella italiana. Il 25 giugno, l’uomo viene fermato per un controllo e dopo una serie di verifiche è emerso che lavorava irregolarmente con un permesso turistico (ESTA) ed era ricercato per una mancata udienza legata a guida senza patente. Arrestato a Riviera Beach, è stato trasferito il 3 luglio nel centro ICE di Alligator Alcatraz. Nessun precedente penale rilevante; la sua situazione sarebbe legata a ritardi burocratici sul fronte migratorio.

Intervistato a La Voce di New York, Artese ha denunciato le condizioni in cui lui e gli altri detenuti vivono nella struttura. Le denunce non arrivano solo dai due italiani, ma di tanti altri prigionieri che raccontano di di celle sovraffollate, assenza di servizi sanitari adeguati e isolamento forzato.

IL COMUNICATO DELLA FARNESINA – A seguito delle testimonianze dei due detenuti italiani, la Farnesina ha così dichiarato in una nota: “Il Consolato Generale d’Italia a Miami e l’Ambasciata d’Italia a Washington stanno seguendo la vicenda con la massima attenzione, mantenendosi in costante contatto con i famigliari dei connazionali e continuando a interessare le Autorità dell’Immigration and Customs Enforcement per reperire informazioni aggiornate sullo stato di salute dei connazionali e sulle tempistiche previste per il loro rimpatrio”.

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