venerdì, Giugno 21, 2024
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Amanda Knox: “Guede uccise Meredith, io vittima. Non assolvo lo Stato e i media”

Il primo novembre 2007 un ladro, Rudy Guede, è entrato nel mio appartamento, ha violentato e ha ucciso Meredith”. Queste le parole di Amanda Knox, tornata in Italia per la prima volta dopo l’assoluzione per il delitto di Meredith Kercher in occasione del Festival della Giustizia penale che si è tenuto a Modena.

Guede Ha lasciato tracce di dna e impronte. È fuggito dal Paese, è stato processato e condannato. Nonostante ciò un numero importante di persone non ha sentito il suo nome, questo perché pm, polizia e giornalisti si sono concentrati su di me. Hanno indagato me mentre Guede fuggiva. Pensavo di aiutare la Polizia ma sono stata interrogata per 50 ore in una lingua che non conoscevo bene. Dicevano che mentivo“. Nel corso del suo intervento, durato circa 45 minuti, la Knox si è più volte commossa e ha avuto la necessità di interrompersi per brevi momenti.

Sto pensando al mio pm, Giuliano Minnini”, ha dichiarato Amanda. “Vorrei avere un faccia a faccia con lui, al di fuori del ruolo di buono e di cattiva. Spero che, se ciò accadrà, anche lui riesca a vedere che non sono un mostro, ma semplicemente Amanda“.

Amanda ha rimarcato di aver amato l’Italia ma di essere spaventata: “In Italia ho incontrato la tragedia e la sofferenza; nonostante ciò o forse per questo, l’Italia è diventata parte di me. Molte persone pensano che io sia pazza a venire qui, mi è stato detto che non è sicuro, che sarò attaccata per le strade, che sarò falsamente accusata e rimandata in prigione. Su di me è stata creata una storia falsa e infondata, che ha scatenato le fantasie della gente“.

“Avevo zero motivazioni per uccidere la mia amica, zero tracce del mio dna sono state sul luogo del delitto. Poi ho sentito il giudice pronunciare la parola ‘colpevole’. Il verdetto mi è caduto addosso come un peso schiacciante, non potevo respirare. Le telecamere lampeggiavano mentre uscivo dal tribunale. Ero innocente, ma il resto del mondo aveva deciso che ero colpevole, avevano riscritto la realtà”.

Sono grata alla Corte di Cassazione e agli altri giudici per avermi rivendicata; tutto questo però non assolve lo Stato per avermi condannato per 8 lunghi anni, e non assolvo i media che hanno raccolto un immenso profitto da questa storia”.

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