anice: “il mio sogno? un coro gospel all’Arena di Verona” – Music Talk

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Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione da anice.

Oggi ottava puntata di Music Talk con anice. Cantautrice con influssi RnB e urban, si racconta. Buona lettura!

1) Ciao anice, presentati ai nostri lettori che ancora non ti conoscono!

Ciao! Sono anice, cantautrice classe 1996. Sono nata e cresciuta a Imperia ma vivo a Milano da sei anni.

2) Da dove nasce questo nome d’arte così particolare? Ce lo racconti?

Adoro la poesia e il simbolismo. “anice” conserva la radice del mio nome di battesimo, Anna, ma è un richiamo all’aroma dell’assenzio bevuto dai poeti maledetti. Mi piace scriverlo tutto in minuscolo.

3) Entriamo subito nel vivo dell’intervista con la nostra domanda di rito, ci dici 3 album che ti hanno cambiato la vita e perché.

BACK TO BLACK Amy Winehouse – per il timbro inconfondibile, la volgarità e la verità della sua penna.

BORN TO DIE Lana Del Rey – per la voce ipnotica da femme fatale e l’immaginario vecchia Hollywood.

JESUS IS KING Kanye West  – per la contaminazione gospel e il gusto visionario.

4) Il tuo primissimo singolo “Mina” uscito a febbraio dà il via al tuo percorso musicale. Com’è nato e come hai deciso che sarebbe stato lui il primo, quello che ti avrebbe fatta conoscere al pubblico?

“Mina” è nato in motorino nel 2019. Lavoravo nella moda e ogni sera tornando a casa canticchiavo un “nanana” che poi è diventato il ritornello del mio primo singolo.

In Mina ci sono degli elementi caratterizzanti sia nella produzione che nel testo. La notte, la provincia, le cantilene R&B. Ho pensato fosse il giusto statement con cui presentare il progetto.

5) “Serve il fiato quando non sei Mina” – è da intendere che è difficile trovare un proprio posto musicalmente parlando o in generale nella vita. Ce la spieghi?

Nella musica, come nella vita, “serve fiato”. Combattere la disillusione è un vero e proprio esercizio. Solo chi sogna intensamente trova il coraggio e la volontà, il “fiato” appunto, per fare la differenza.

Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione da anice.

6) Avendo citato la grandissima Mina, mi viene da chiederti: a quali artisti ti ispiri? 

Mi ispiro alla grandi voci femminili, da Nina Simone a Beyoncé ma trovo grande ispirazione anche nel rap italiano. Il mio artista preferito è Frank Ocean.

7) Fai un genere Hip Hop, RnB che in Italia c’è ma non è la regola. Pensi di aver trovato il tuo posto musicalmente parlando? Ci sono altri generi che ti piacerebbe affrontare in futuro?

In Italia manca una tradizione “soul” ma oggi la mia strada è la musica urban. In futuro mi piacerebbe contaminare il pop con una sfumatura R&B.

8) Il secondo singolo, “Carillon”, uscito da poco, ha ottenuto da subito bei risultati. Il pezzo piace, ma a te cosa piace di più di questo pezzo? Ce lo descrivi con 3 aggettivi motivando la scelta. 

Mi piace che mi catapulti continuamente dalla strada alla chiesa. È cantilenante ma allo stesso tempo energico.

MALINCONICO – un po’ come un carillon, ha un sapore nostalgico.

ONOMATOPEICO – il ritornello è un gioco di parole, il “nino nino” delle sirene diventa una ninna nanna.

SPIRITUAL – c’è della rabbia e un forte richiamo religioso.

9) Canti “Non ho più sogni” ma io sono sicura ne hai….che obiettivi futuri hai? Se potessi scegliere un luogo (arena, palazzetto) in cui esibirti, sognando in grande, quale sceglieresti? 

Sono in fase di scrittura, il prossimo obiettivo è pubblicare nuova musica e portarla live. Il mio sogno? Un coro gospel all’Arena di Verona.