Anthony Joshua: il ring ha un nuovo Re

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Anthony Joshua - screenshot da vimeo
Anthony Joshua - screenshot da vimeo

Anthony Joshua è il nuovo, indiscusso, campione dei pesi massimi Super Wba, Ibf, Wbo ed Ibo.

Quello che è andato in scena allo stadio di Wembley, davanti a 90mila spettatori, è stato l’incontro che segnerà una nuova era nel mondo della boxe, un cambio generazionale. Tramonta l’epopea dei fratelli Klitschko, che hanno dominato la scena, nella categoria dei pesi massimi, in questi primi anni del nuovo millennio.

Con un record perfetto di 18 vittorie, tutte prima del limite, il campione britannico si è trovato di fronte l’avversario più temibile affrontato finora, con buona pace degli statunitensi, Molina, Breazeale e Martin, abbattuti negli incontri che hanno regalato a Joshua le prime cinture mondiali.

Wladimir Klitschko, con un record di 63 vittorie, con 53 successi prima del limite, era sicuramente l’avversario più temibile in circolazione. A 41 anni, paradossalmente, è riuscito a riabilitare, sempre che ce ne fosse bisogno, con questa sconfitta il suo percorso sul ring.

Mai durante la sua lunga carriera abbiamo visto un Klitschko così in forma, mobile sulle gambe e sul tronco e capace di colpi d’incontro col destro di una velocità impressionante. Forse è stata la mancanza, in tutti questi anni, di avversari alla sua altezza che non l’hanno spinto a migliorare la sua boxe poco spettacolare fatta di precisi jab sinistri, pesanti come un maglio, per poi finalizzare il più delle volte gli incontri con un diretto destro al mento, scaricato su avversari stremati e incapaci di accorciare la distanza soprattutto grazie alla sua stazza, di 1 metro e 98 e un allungo di 206 centimetri, più che a una grande tecnica.

Dopo i primi 4 round, più di studio che altro, c’è stata una improvvisa accelerazione di Joshua che è riuscito incredibilmente a mettere al tappeto l’ucraino, con una serie di colpi devastanti. Sembrava che l’incontro fosse praticamente finito, ma per la gioia degli spettatori, è venuto fuori il cuore del vecchio campione, che non solo è riuscito a rialzarsi, ma anche a incalzare uno stremato Joshua, stanco per l’attacco portato e a decretare una ripresa di solo 10 a 9 per il beniamino di casa di origine nigeriana.

Nuovo colpo di scena. L’inglese non riesce, nel minuto di pausa a riprendersi del tutto e con un preciso destro d’incontro viene messo al tappeto da Klitschko cadendo pesantemente sul ring. Ma a quanto pare anche Joshua ha grandi doti di incassatore e riesce a rialzarsi per concludere la ripresa. Da quel momento in poi è l’ucraino a farla da padrone, riuscendo a vincere più round rispetto all’avversario, a cui mai erano serviti più di 7 riprese per avere ragione dell’avversario, portandosi avanti ai punti.

Tutto faceva pensare che si sarebbe arrivati alla lettura dei cartellini per il verdetto, ma forse spinto dal suo angolo, dopo una decima ripresa persa e con lo spettro della sconfitta ai punti sulle spalle, all’undicesima ripresa assistiamo ad un’altra possente accelerazione del britannico, che con una furia che ricorda tanto il Tyson del primo periodo, si abbatte su Klitschko, che riesce a resistere anche a un preciso montante al mento, per poi essere contato due volte fino ad arrivare al definitivo stop decretato dall’arbitro, quando vede l’ucraino stretto all’angolo e incapace ormai di rispondere agli attacchi.

Nelle dichiarazioni a caldo Joshua ha riconosciuto subito il valore dell’avversario, i due sono amici e si sono allenati anche insieme, e dimostrando una grande modestia, anche i suoi limiti, la tecnica difensiva è sicuramente da migliorare, ma il difficile ora è trovare un avversario degno di questo giovane campione, venuto alla ribalta alle Olimpiadi di Londra dove ha battuto, con rammarico campanilistico anche se meritatamente, il nostro Cammarelle per decisione dei giudici dopo un incontro pari.

Ora non resta che unificare tutte le corone dei pesi massimi affrontato l’americano Wilder, detentore della cintura Wbc o Tyson Fury che è tornato ad allenarsi, dopo lo stop e la perdita delle cinture, conquistate proprio contro Klitschko nel 2015, a causa di una positività alla cocaina durante un controllo.

In ogni caso la boxe ha da oggi un nuovo re e non ci resta che augurare lunga vita a Re AJ!