Approvato l’assegno unico per i figli fino a 21 anni: ecco come funziona e a chi spetta

A confermarlo è stato Draghi: “Il primo luglio arriveranno 250 euro al mese con una maggiorazione per i disabili”

0
Draghi sulla riapertura, Comuni in zona rossa, Possibile zona gialla rafforzata, Nuovo Decreto Sostegni, Bonus di 4200 euro, Draghi in visita, Nuovo Dpcm in vigore, Ulteriori restrizioni, Pasque e Pasquetta, Spostamenti tra regioni, Formazione nuovo Governo
Mario Draghi, Fonte Wikimedia Commons

Assegno unico: dopo mesi di stand by, complice anche la crisi di governo, si sblocca l’iter parlamentare e un nuovo ok unanime prepara la strada al via libera definitivo al ddl che “rivoluziona” gli aiuti alle famiglie, come dicono all’unisono tutti i partiti.

“Il primo luglio arriveranno 250 euro al mese con una maggiorazione per i disabili”, ha detto il premier Mario Draghi, confermando data e importo dell’assegno. Nei giorni scorsi era stata la ministra Elena Bonetti a delineare le caratteristiche del provvedimento.

“Per le famiglie con figli – aveva spiegato il ministro delle Pari Opportunità e della Famiglia- la prospettiva è sapere che da luglio partirà l’assegno unico universale, sul quale ritengo io da oggi possiamo investire anche di più di quello che avevamo preventivato”.

Il progetto giaceva in Senato dalla scorsa estate dopo che la Camera aveva dato il primo via libera sempre all’unanimità al disegno di legge che delega il governo a istituire il nuovo strumento “universale e progressivo”: si tratterà di un credito d’imposta o assegno mensile per i figli da 0 a 21 anni che andrà a tutte le famiglie compresi incapienti e partite Iva, finora escluse perché gran parte dei sostegni alle famiglie sono legati al contratto di lavoro (dipendente) o a detrazioni (che non si percepiscono con livelli di reddito sotto la no tax area).

La delega impone comunque di modularlo in base all’Isee, di dividerlo in parti uguali tra i genitori, di prevedere una maggiorazione a partire dal secondo figlio e di aumentarlo tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili. Non solo, fino a 18 anni andrà ai genitori poi potrà proseguire fino ai 21 anni e dato direttamente ai figli, su richiesta, “per favorirne l’autonomia”.

Il sostegno sarà corrisposto dopo la maggiore età però solo se i ragazzi studiano, fanno un tirocinio o hanno primi lavori a basso reddito. Per finanziare questa riforma la legge di Bilancio ha stanziato i primi 3 miliardi per il 2021 (tra 5 e 6 a regime a partire dal 2022), che si sommano ai circa 125 miliardi attualmente dedicati ad altri strumenti che andranno gradualmente ‘in soffitta’, dai vari bonus (nascita, bebè), alle detrazioni per i figli a carico e l’assegno familiare.