Armando Izzo si racconta: “Mio padre è morto di leucemia a 29 anni, ho sofferto ma ce l’ho fatta”

Il calciatore del Torino come non lo avevamo mai sentito ai microfoni di Sportweek

0
Fonte: Pexels. Foto di google immagini contrassegnate per essere riutilizzate.

Alcune volte facciamo l’errore di soffermarci sui calciatori solo in quanto professionisti, trascurando le loro storie e il percorso che li ha portati a guadagnare cifre esorbitanti e giocare ai massimi livelli, quando invece vederne altri lati potrebbe aiutarci a considerarli sotto ottiche migliori.

E’ il caso di Armando Izzo, difensore del Torino e cresciuto nella primavera del Napoli, decise di raccontare particolari significativi della sua vita ai microfoni di Sportweek, rivelando retroscena sulla sua drammatica infanzia, come la morte in giovane età del papà.

Izzo è cresciuto in uno dei quartieri più poveri e difficili di Napoli, dunque la sua storia funge da sprone per tutti quei giovani che, pur non avendo i mezzi, inseguono ogni giorno il loro sogno: “Sono nato a Scampia, il quartiere delle Vele. Mio padre si chiamava Vincenzo ed è morto a 29 anni”.

In due mesi se l’è portato via la leucemia. Faceva il magliaro, il venditore ambulante di biancheria e stoffe. Un giorno andava a Roma, un altro a Firenze, un altro ancora a Milano: quando tornava lo aspettavo in strada, perché ogni volta sapevo che mi avrebbe portato un pallone”.

“Non lo lasciavo neanche salire in casa che ci mettevamo a giocare: lui in porta, io e i miei amici divisi in due squadre”. Concluse Izzo, che oggi gioca nel Torino ed ambisce ad un top club per la prossima estate di calciomercato.