Arrestato in Belgio il terrorista della sparatoria di Forest

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Salah Abdeslam, l’unico sospettato sopravvissuto negli attacchi di Parigi del 2015, è stato condannato in Belgio a 20 anni di carcere dopo essere stato riconosciuto colpevole di tentato omicidio, di attività terroristica e possesso illegale di armi, dopo la sparatoria a Forest in Belgio nel marzo 2016. Dopo la sparatoria riuscì a scappare, e fu arrestato quattro giorni dopo in un appartamento di Bruxelles. Dopo altri quattro giorni, tre kamikaze si fecero esplodere nell’aeroporto e nella metropolitana di Bruxelles.

Il complice di Abdeslam, Sofien Ayari, è stato anche lui condannato a 20 anni di carcere per il suo ruolo nella sparatoria, che ha lasciato quattro ufficiali feriti. Nessuno dei due terroristi è comparso in tribunale al Palais de Justice di Bruxelles per il processo, durante il quale è stato letto il verdetto.
I giudici hanno detto che non ci sarebbero dubbi sull’impegno della coppia verso il radicalismo. E’ “incontestabile” che avessero come obiettivo quello di far parte di un gruppo terrorista e che si muovessero come tali.

Abdeslam, che è detenuto in un carcere di massima sicurezza nel nord della Francia, dovrebbe essere processato per gli attacchi di Parigi nel 2020, con l’accusa di omicidio legato a un’organizzazione terroristica.
Abdeslam è stato nominato l’uomo più ricercato d’Europa dopo essere fuggito in Belgio dopo l’attentato nella capitale francese il 13 novembre 2015.

Abdeslam si era nascosto in diversi luoghi di Bruxelles, la polizia belga lo ha scoperto per caso, quando una visita di routine a quello che pensavano fosse un appartamento vuoto si trasformò in una sparatoria. Sono stati sparati in totale 34 colpi durante la sparatoria, secondo la sentenza.

Abdeslam e Ayari facevano parte della stessa rete terroristica. I pubblici ministeri avevano chiesto una pena detentiva di 20 anni per i due uomini, mentre l’avvocato di Abdeslam, Sven Mary, aveva richiesto l’assoluzione per un errore procedurale. Mary ha affermato che un documento giudiziario che nominava i giudici doveva essere emesso in olandese, piuttosto che in francese.

Il primo giorno del processo, Abdeslam ha affermato che si sarebbe affidato alla volontà di Allah e ha accusato la corte di essere prevenuta nei confronti dei musulmani. Si è rifiutato di rispondere alle domande e non ha partecipato al resto del procedimento.

Si ritiene che Abdeslam sia stato un coordinatore logistico degli attacchi di Parigi. Doveva farsi saltare in aria allo Stade de France, ma in seguito avrebbe cambiato idea.