Arrival: un messaggio dal futuro

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Fonte foto: Screen da youtube

A volte la soluzione al problema ce l’abbiamo proprio davanti al naso. Arrival basato sul racconto “Storia della tua vita” e prodotto dal genio Denis Villeneuve, porta con se il significato della vita.

Di fatti, il film candidato agli Oscar con ben otto nomination, più che un film di fantascienza è un vero e proprio messaggio di pace. Villeneuve ci mette davanti a delle realtà da non sottovalutare. Le stesse sembianze degli “alieni” e delle loro navicelle spaziali, non sono il classico esempio di alieno a cui siamo abituati nel nostro immaginario e questo ci porta a domandarci: “Perché così?”, “Perché diverso da come tutti lo abbiamo immaginato?”.

Il regista scava, così, nella nostra fantasia e ci permette di immaginare per primi quale sia la soluzione al problema. Per la prima volta gli eptapodi, chiamati così da un primo incontro con gli scienziati Ian e Louise, non sono visti come una minaccia al pianeta. Al contrario, durante tutta la visione del film, si impara a capirli, come fossero degli animali del tutto rari da dover comprendere.

Il ruolo della linguista Louise Banks (Amy Adams) è il fulcro principale del destino dell’intera umanità. Villeneuve non ci mette davanti una soluzione, ma attraverso dei flashback dal futuro ci aiuta ad arrivare al punto della domanda insieme alla protagonista.

E’ un dono che gli eptapodi vogliono portare agli essere umani, il dono di una lingua che riesce a prevedere il futuro. Di fatti il pensiero di queste forme extraterrestri, non è lineare come il nostro, ma naviga in un futuro non ancora esplorato. E’ Louise l’unica in grado di prevedere il futuro attraverso l’apprendimento del linguaggio degli eptapodi. Da queste forme di vita extraterrestri, la Dr. Louise Banks riceve il dono di vedere la sua vita dall’inizio alla fine.