Da domani, 10 dicembre, l’Australia diventerà il primo Paese al mondo a porre il divieto dell’uso dei social media ai minori di 16 anni. Gli Under 16 non potranno più avere un profilo sui social principali.
UN DIVIETO SENZA PRECEDENTI – Il provvedimento nasce dopo un’attenta analisi sui rischi dovuti dall’uso precoce e incontrollato dei social sui più giovani. Secondo un recente studio, il 96% dei minori australiani tra 10 e 15 anni usa i social e il 70% è esposto a contenuti dannosi — misogini, violenti o legati a disturbi alimentari e persino al suicidio. Si registrano anche fenomeni più gravi, come grooming e cyberbullismo.
La Procuratrice Generale australiana Michelle Rowland ha spiegato come tale divieto miri a diminuire l’impatto dei social network sui più giovani, tentando di proteggerli dai rischi per la loro salute mentale.
In caso il divieto non venisse rispettato, le conseguenze ricadranno sulle aziende e non sulle famiglie e sui giovani. Tutte le piattaforme, quindi, dovranno dotarsi di sistemi di verifica dell’età avanzati.
Sebbene non siano mancate le critiche da parte delle diverse aziende dei social network, il provvedimento è stato accolto da numerosi genitori. Secondo Tama Leaver della Curtin University, l’Australia apre la strada a nuove restrizioni sui social, ma altri Paesi potrebbero seguirla presto: il suo divieto è “il canarino nella miniera di carbone” che mette in guardia sulle Big Tech. Anche il governo britannico, che già obbliga i siti porno a verificare l’età degli utenti, sta osservando con attenzione l’esperimento australiano.
