Dal 30 novembre 2025 scatterà l’obbligo di censimento degli autovelox da parte dei comuni italiani. Chi non dichiarerà gli apparecchi si ritroverà a rendere nulle le multe agli automobilisti. In questo articolo andiamo a vedere come potranno difendersi i guidatori
Scatta il censimento nazionale degli autovelox
Dalla giornata di oggi è attivo il portale del ministero delle infrastrutture per la registrazione degli autovelox. Da ora fino al 30 novembre i comuni potranno registrare gli apparecchi per il rilevamento della velocità e garantire il loro funzionamento per eventuali multe.
Gli automobilisti potranno avvalersi del mancato censimento nel caso in cui ricevano una multa da autovelox “non registrati” e dunque si potranno ritrovare a non pagare eventuali multe.
Da dove nasce questo decreto
Come raccontato da TGCom24 “il censimento nazionale degli autovelox nasce da un emendamento al Decreto Infrastrutture 2025 e dal successivo decreto direttoriale n. 305, pubblicato a metà agosto. Il provvedimento prevede che tutti i dispositivi destinati a rilevare le violazioni dei limiti di velocità debbano essere registrati su una piattaforma telematica nazionale gestita dal MIT.
La registrazione non è una semplice formalità: diventa infatti condizione essenziale per l’utilizzo legittimo degli strumenti. Chi non adempirà vedrà i propri apparecchi “spenti” e le sanzioni comminate non avranno validità giuridica”.
