Aversa: la riappropriazione dell’ex manicomio

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L’ex Ospedale psichiatrico “S. Maria Maddalena” è preda, dalla sua dismissione, dell’abbandono e del degrado. A niente è valso l’acquisto, da parte del Comune di Aversa, di uno dei padiglioni per una cifra superiore ai due milioni di euro: il padiglione Bianchi, nel contesto del “Progetto Urban” ormai datato 2005, sarebbe dovuto divenire un luogo di aggregazione per associazioni, scuole e cittadini, ma da allora nulla è cambiato, se non il peggioramento delle condizioni di tutti i padiglioni, preda oramai di vandali e curiosi e dei pochi che tentano di salvarne e sfruttarne almeno una parte. Sporadiche incursioni culturali e ritorni di interesse si alternano a promesse non mantenute e a totale menefreghismo per una struttura di vasta estensione (circa 17 ettari) e dalle innumerevoli potenzialità che non riceve, purtroppo, le dovute attenzioni ed è proprio dalla necessità di riappropriarsi di spazi simili, sottratti alla popolazione, che è partita l’occupazione di una delle aree del manicomio aversano ormai abbandonato. Il “Laboratorio politico Iskra – La scintilla – Agro aversano” ha, difatti, messo radici nell’ex Falegnameria del suddetto manicomio mosso dalla forte volontà e necessità di utilizzare la struttura, rendendola fruibile ed utile per i cittadini.

La prima volta che vi sono capitata, circa un anno fa, mi era parso tutto molto approssimativo e, con la superficialità di chi non pone domande, avevo creduto che le iniziative di cui sentivo parlare fossero irrealizzabili perché le cose da sistemare erano davvero troppe. Eppure, ritornataci ora, ciò che ho visto mi ha dato, inesorabilmente, torto; ciò che più mi ha colpito è stata l’aria accogliente del posto (e mai avrei pensato che un ex manicomio abbandonato da più di venti anni potesse definirsi, appunto, accogliente). Quanto era in precarie condizioni è stato ristrutturato ed in parte ricostruito dai ragazzi appartenenti al collettivo con l’aiuto, ovviamente, di pareri e consigli di tecnici. Piero, uno dei ragazzi dell’Iskra aversano, mi ha condotta in un tour esaustivo, facendomi vedere quanto il collettivo è riuscito a realizzare in un poco più di un anno; in rapida successione mi ha mostrato la biblioteca e l’aula studio, la palestra e il teatro, la cucina, il bagno e stanze adibite a spazi ricreativi e tutti perfettamente funzionanti. In questo ambiente sono numerosi i servizi che offrono gratuitamente: cineforum, corso di autodifesa, sportello legale per gli immigrati e scuola di italiano, laboratorio teatrale.

Perché avete scelto l’ex manicomio come luogo nel quale stabilirvi?

“L’ex ospedale psichiatrico – risponde Piero – è il simbolo dell’incuria e del disinteresse delle istituzioni. Ciò che chiediamo è che questo luogo sia destinato ai cittadini, che diventi fruibile e non venga dato in mano ai privati, né che sia ulteriormente cementificato ed è forte la necessità di preservarne la memoria storica.”

Molte sono le azioni intraprese da questo collettivo che, seppur occupando abusivamente un bene pubblico dismesso, ha chiesto ed ottenuto l’istituzione di un tavolo tecnico e ha fatto pressing affinché si riunissero due consigli comunali aperti, ha inviato richieste al Comune e all’Asl, ha presentato progetti per una riqualificazione dell’area a costo zero ed, insieme a varie associazioni dell’agro, sta portando avanti il dibattito attorno alla Maddalena da presentare, ancora una volta, alle istituzioni.

Un bene così abbandonato è una ferita del territorio e qualsiasi cosa abbiano fatto e stiano facendo pare funzionare: il viavai di persone alle due e mezzo di un pomeriggio d’estate ne è, tra le altre ed innumerevoli cose, una conferma. La speranza è che anche le istituzioni e il neoeletto consiglio comunale aversano se ne facciano, quanto prima, carico.