Unioni Civili, Bagnasco: “Utero in affitto sarà colpo finale”

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“La legge sulle unioni civili sancisce di fatto una equiparazione di queste al matrimonio e alla famiglia”, e “le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale”. Così ha sentenziato questa mattina a Roma, il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, nella sua relazione all’assemblea generale letta davanti ai 260 vescovi italiani.

La responsabilità della politica
Il lavoro che manca, la povertà, le dipendenze come quelle legate al gioco d’azzardo sono i problemi del Paese rispetto ai quali la gente vuole vedere il Parlamento impegnato senza distrazioni di energie e di tempo – continua  così Bagnasco puntando l’indice verso il legislatore – non si comprende come cosi’ vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze, già per altro previste dall’ordinamento giuridico, ma a schemi ideologici”.

Il colpo finale dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili sarà rappresentato dalla pratica dell’utero in affitto che, continuando nell’invettiva l’arcivescovo di Genova: “sfrutta il corpo femminile profittando delle condizioni di povertà”.
Ben altre sarebbero le priorità che lo Stato dovrebbe seguire, a detta di Bagnasco; e incentivare la natalità dovrebbe essere una di queste.
“La demografia è un indicatore decisivo dello stato di salute di un Paese – ha aggiunto – Che cosa sta facendo lo Stato perché si possa invertire la tendenza? Si avverte l’urgenza di una manovra fiscale coraggiosa che dia finalmente equità alle famiglie con figli a carico”.