Bayern Monaco, Muller: “Nel post Guardiola sembravamo nel Far West”

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Thomas Muller, fonte By Michael Kranewitter - File:FIFA WC-qualification 2014 - Austria vs. Germany 2012-09-11 - Thomas Müller 01.JPG, CC BY 3.0 at, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37637286
Thomas Muller, fonte By Michael Kranewitter - File:FIFA WC-qualification 2014 - Austria vs. Germany 2012-09-11 - Thomas Müller 01.JPG, CC BY 3.0 at, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37637286

Thomas Muller, storica bandiera del Bayern Monaco, qualche anno fa era stato identificato come uno dei capi-rivolta che si opposero alla gestione tecnica di Carlo Ancelotti, portando all’esonero di quest’ultimo. Correva l’anno 2017 e l’allenatore italiano veniva allontanato da Monaco dopo aver letteralmente perso le redini dello spogliatoio.

Una situazione molto analoga è avvenuta quest’anno in quel di Napoli dove un gruppo di giocatori è sembrato essersi ribellato al tecnico di Reggiolo. L’ammutinamento, la poca fiducia nei dettami tattici da parte dei giocatori e la conseguente disastrosa classifica di Serie A hanno costretto il presidente Aurelio De Laurentiis ad esonerare Carlo Ancelotti. Una scelta dolorosa ma allo stesso tempo necessaria.

Thomas Muller comunque, in questi ultimi giorni, è tornato a parlare di quel periodo al Bayern Monaco sotto la guida di del “Re di Coppe” e lo ha fatto rilasciando alcune dichiarazioni al The Athletic. Pur non nominando mai Carlo Ancelotti, il calciatore ha spiegato bene le motivazioni che hanno portato a crearsi una situazione molto caotica in Baviera nel post Guardiola. Ecco le sue parole.

“Per come gioco io, la struttura della squadra è super importante. Deve funzionare tutto alla perfezione. Io sono un ingranaggio, metto le mie qualità e le mie caratteristiche nel mix e posso aiutare la squadra a migliorare in questa maniera. Non sarò mai un calciatori di quelli che si vanno a prendere il pallone nella propria area e dribblano tre avversari”.

Muller ha poi continuato, parlando di un vero e proprio Far West generatosi nel Bayern Monaco sotto la guida tecnica di Carlo Ancelotti. Ovviamente riferendosi alle dinamiche tecnico-tattiche di gioco.

“Quando riusciamo ad avere stabilità, a controllare il gioco, per me è più semplice avere un impatto positivo. E negli anni successivi all’addio di Guardiola non ci siamo riusciti. Anzi, certe volte era come essere nel Far West. Tutto quello per cui avevamo lottato come Bayern Monaco non c’era più. C’era l’impressione che potesse sempre accadere di tutto. E magari per gli spettatori era anche più divertente così”