Beautiful Boy: Timothèe Chalamet e Steve Carell in un film che descrive il rapporto padre-figlio durante la lotta contro la disintossicazione

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Beautiful Boy, fonte screenshot da youtube
Beautiful Boy, fonte screenshot da youtube

Beautiful Boy è un film del 2018 diretto da  Felix Van Groeningen, la pellicola è basata sui libri “Beautiful Boy: A Father’s Journey Through His Son’s Addiction” di David Sheff e “Tweak e Growing Up on Methamphetamine” di suo figlio Nic Sheff e racconta di un padre che cerca di aiutare in tutti i modi il figlio ad uscire dal tunnel della tossicodipendenza.

I protagonisti della pellicola sono Steve Carell, il quale tra il 2018 e il 2019 ci ha regalato grandi interpretazioni di una potenza ed emozione unica, sorprendendo il pubblico abituato a vederlo sempre in vesti tutt’altro che drammatiche e Timothèe Chalamet, astro nascente di Hollywood che a soli 23 anni si è già conquistato una candidatura all’oscar per l’acclamato film “Chiamami col tuo Nome” di Luca Guadagnino.

Il film racconta il viaggio di un padre, David Sheff, che affronta quasi in prima persona accanto al figlio Nic, la discesa e l’arrancata risalita attraverso il grande ostacolo della disintossicazione.

Sebbene il film si concentri più che altro sugli sforzi del padre, il regista di certo non tralascia il percorso di Nic. La bravura di Carell riesce a far empatizzare perfettamente chi guarda, attraverso la sua performance si entra nel circolo di paura, rabbia e angoscia che affligge David nel cercare di recuperare i pezzi di un figlio che da solo non riesce a vedere la luce.

Timothèe impeccabile, come sempre, probabilmente sarò sempre pro-Chalamet. Attraverso lui entriamo in questo vortice senza fine di Nic e della sua lotta contro la tossicodipendenza, apparentemente scaturita da un motivo che neanche lui riesce a spiegarsi e della presenza di questo vuoto che riesce a colmare solo attraverso la droga.

Con Nic attraversiamo in modo circolare le profondità del buio del droga, la tristezza che lo avvolge, nonostante sia circondato da una famiglia amorevole, e il non riuscire a venirne fuori. Il regista scegli difatti di mostrare quello che è il lato più oscuro della tossicodipendenza, ci fa entrare in una amara illusione che Nic ogni volta che tocca il fondo possa finalmente riscattarsi, invece ci finisce di nuovo dentro, scaturendo nel pubblico un sentimento di rabbia e tristezza ogni volta.

Beautiful Boy è un film che spalanca gli occhi sui sentimenti coinvolti e su come la tossicodipendenza possa colpire più forte di un tuono non solo chi ne è afflitto, ma anche chi cerca di aiutare, mette in chiaro che è una malattia vera e propria, la quale va combattuta. Merita di essere visto anche solo per il tema trattato con una sorta di cruda delicatezza, il quale porta ad un’amara riflessione sul problema sempre più diffuso della tossicodipendenza.