Berardi, ci risiamo: storia di un talento dal cartellino facile

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Arriva una maxi-squalifica per Domenico Berardi, per altro prevedibile alla vigilia delle decisioni del Giudice Sportivo: in seguito al fallo di reazione nei confronti del difensore genoano Ansaldi, il gioiellino del Sassuolo si becca tre giornate di squalifica. Il calcio alla pancia visto e sanzionato dall’ arbitro Rizzoli non poteva di certo essere giudicato in maniera clemente e per tanto si potrebbe parlare quasi di festività anticipate per l’ attaccante. La sua è una storia calcistica caratterizzata da una facile perdita del controllo e una palese immaturità, sebbene i piedi siano da futuro assicurato: sono ben 30 i cartellini in sole 71 partite in serie A. Ma la questione che risalta più agli occhi è certamente relativa alla terza espulsione, ancora una volta per 3 giornate. La prima avviene il 2 marzo del 2014: Berardi entra e impiega soltanto 60 secondi per commettere un fallo ingenuo quanto inutile sul parmense Molinaro. Rosso diretto. Arrivando poi al 14 settembre del 2014: gomitata clamorosa ai danni del difensore nerazzurro Juan Jesus a S.Siro. In quel momento, il parziale è di 5-0 per l’ Inter e il suo intervento serve molto di più a complicare i piani del mister Eusebio Di Francesco per le successive gare, che ad altro. E tralasciando il campionato, aggiungiamo che un altro rosso arrivò in maglia azzurra con l’ Under 21 di Di Biagio: doppio giallo per due interventi da dietro nel match amichevole contro la Serbia, datato 30 marzo 2015. Nel complesso, le statistiche parlano di: 12 gialli e un rosso nella stagione 2013/14, 14 gialli e un rosso in quella del 2014/15 e un rosso con ben 5 gialli nell’ attuale campionato in corso. Intanto, la Juventus lo osserva molto da vicino ed è intenzionata a riportarlo alla casa madre a partire dalla prossima estate: 31 gol nelle ultime due stagioni sono in fondo un bottino di tutto rispetto per un talento cristallino come il suo. Dovesse eventualmente accadere, dalle parti di Vinovo dovrebbero studiare bene un modo per evitare che episodi del genere non si verifichino più, anche perchè il calcio italiano rischierebbe di perdere una possibile futura icona con largo anticipo. Ai prossimi mesi, l’ ardua sentenza.