Biagio Antonacci, la lunga intervista al Corriere: gli esordi, sensi di colpa e le amicizie

Biagio Antonacci ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita

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Fonte: profilo Instagram ufficiale di Biagio Antonacci

Biagio Antonacci, famoso cantante italiano, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera e ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita privata e professionale. Dalle sue umili origini, ad oggi è uno dei cantanti più apprezzati della musica italiana.

L’infanzia in periferia e il doppio lavoro

Il cantante ha ricordato la sua infanzia in periferia e l’apprendimento della musica da autodidatta. “Era uno choc parcheggiare nei quartieri popolari, c’era tutta una strategia perché il parcheggio era una costruzione architettonica fantasiosa: bisognava spostare le altre auto a mano, far uscire quello a lisca di pesce, d’inverno poi spesso le macchine non partivano e c’erano i cavi in comune, la batteria per tutti. Quando ho visto mio padre nel box ero felicissimo” ha spiegato.

Infatti, quando il cantante è diventato famoso ha pensato sin da subito alla sua famiglia: La prima cosa che ho fatto è stata comprare casa ai miei genitori, una villetta a schiera, fuori dal quartiere con i palazzoni dove sono nato. La più grande soddisfazione della mia vita è stata quando ho visto mio padre parcheggiare la macchina in un garage vero, nel box sotto casa: mi sono sentito Springsteen. Ho pensato: ma allora sono un figo anche io.

La vita era in cortile, ma i sogni erano più grandi dei palazzi, più potenti di quello che ci circondava. Io non volevo diventare un cantante, sognavo di fare il batterista. Compravo cassette pirata alla fiera di Sinigaglia, lì c’erano i nostri spacciatori di sogni, nel quartiere invece gli spacciatori di tutt’altro”.

A Rozzano, quando Antonacci era molto giovane, dilagava il fenomeno delle droghe ma fortunatamente se ne è sempre stato alla larga, grazie anche ad una educazione ferrea: “Avevo un padre che mi terrorizzava, mi metteva ansia solo all’idea di avvicinarmi alle droghe. Avevo 15 anni e c’erano quelli che si facevano le canne, giravano le prime metanfetamine, era pieno di eroinomani, spuntavano i primi casi di Aids. Per l’Aids ho perso due amici. Ad Adriano ho dedicato una canzone, Dove il cielo è più sereno”.

La gavetta non fu facile per Biagio Antonacci, il quale oltre a cantare svolgeva il lavoro da geometra. “Fino a 10 anni ascoltavo solo Julio Iglesias in tutte le lingue. Era geniale, mi sono innamorato di lui, aveva una voce che portava serenità in famiglia: quando sentivo i miei che litigavano, gridavano e discutevano, io mettevo le sue canzoni e tutto finiva” ha spiegato il cantante, il quale ha sfondato nel 1992 con Liberatemi.

“Quando la gente ti ferma per strada, quando le ragazze piangono al solo vederti, diventa tutto assurdo. Per tre/quattro anni ho faticato a contenere l’ego, ho avuto la tentazione di pensare di esser il migliore. Mi ero montato la testa, ero stron*o con me stesso, mi sentivo superiore, sentivo che qualcuno dovesse restituirmi quello che non avevo avuto durante la gavetta, ma era una grande ca**ata. Poi con la paternità e la famiglia, torni a camminare con i piedi per terra” ha spiegato Antonacci.

L’amicizia con Eros Ramazzotti e Laura Pausini

Il cantante ha spiegato che nell’ambiente in cui lavora c’è molta falsità. Nonostante tutto, Biagio ha trovato due veri amici, Eros Ramazzotti e Laura Pausini: “Laura Pausini. Non solo perché è la voce che ha cambiato come autore la mia carriera, mi ha aperto all’estero grazie a brani come Vivimi e Tra te e il mare. È l’unica donna amica tra gli artisti, con lei vado anche in vacanza, è una a cui piace divertirsi.

Il mio amico maschio è Eros Ramazzotti. Siamo simili. È nato nel ‘63 come me, viene dai borghi di periferia come me. La vita poi ha coincidenze assurde. Lavoravo come geometra e l’ufficio era in corso di Porta Vittoria, Ramazzotti aveva l’avvocato lì, nello stesso palazzo, era già una star. Un giorno lo vidi arrivare, lo spiavo dalla finestra, ma non ebbi il coraggio di dirgli che il mio sogno era la musica. Lo vedevo spavaldo ma umile, in Ferrari ma disponibile con tutti. Sempre lì, al 54, Alberto Fortis aveva lo zio dentista. Gli portai una mia cassetta, disse che ero bravo ma finì lì. Anni dopo, quando ci siamo rivisti, si ricordava ancora il titolo della mia canzone. Incredibile”.

Il senso di colpa per l’ex Marianna Morandi

Biagio ha provato un profondo senso di colpa nei confronti dell’ex Marianna Morandi, la figlia di Gianni: “Quando ho deciso di non vivere più nella stessa casa con la madre dei miei primi due figli. Provavo un grande senso di colpa per i figli. A volte chi rimane male non rema a favore, ma poi il tempo vince, l’amore vince”.