Bill su Facebook è un omino intelligente, ma chi è nella realtà?

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Cosa accadrebbe se una vocina nella vostra testa decidesse cosa è giusto e cosa invece è assolutamente da evitare? Bill, lo sa!

Chi è Bill? Un personaggio inventato che spopola sul web. In pochi giorni questo simpatico omino è diventato la voce della coscienza di tutti i profili Facebook. Pensiamoci bene, quante volte avremmo voluto spiegare ad una persona che il modo in cui si comporta e il senso di quello che scrive sui social è tutt’altro che accettabile? Quante volte avremmo voluto dire sii meno scontroso, sii meno vanitoso, sii meno stupido, senza risultare dei gran moralisti? La frase giusta da dire è Sii come Bill.

La pagina è stata creata da Andrea Nuzzo, un giovane studente romano. Abbiamo posto ad Andrea alcune domande a cui ha risposto con estrema schiettezza e un pizzico di saggezza.

Innanzitutto siamo curiosi di sapere come è nato Bill e perché hai deciso di rappresentarlo

L’idea di Bill è nata poco prima di Natale, quando ho visto su internet un’immagine in cui veniva preso come esempio un personaggio perché andava a vedere il film Star Wars senza spoilerare il finale. A quel punto ho deciso di creare una pagina riguardante Bill, così da prenderlo come esempio per svariate situazioni, sia riguardanti il mondo dei social, che quello reale. L’obiettivo del personaggio è quello di condannare ironicamente tutti quegli atteggiamenti stupidi che si stanno diffondendo su queste piattaforme.

Secondo te perché Bill dice sempre la cosa giusta, chi è simbolicamente questo personaggio?

Bill dice sempre la cosa giusta perché ragiona e non prende per vero tutto ciò che gli si presenta davanti. Tuttavia ci tengo a specificare che non bisogna considerare Bill come la perfezione per antonomasia, infatti è solo un personaggio e non può essere perfetto, nessuno lo è. Dunque Bill non rappresenta nessuno in particolare, è un semplice personaggio inventato che cerca sempre di comportarsi secondo ragione, proprio come dovrebbero fare tutti.

Ti sei mai chiesto perché Bill ha spopolato così tanto sul web in poche ore, le persone cosa vedono in lui?

Secondo me Bill ha spopolato in poco tempo perché è un personaggio estremamente originale. Prima della creazione della pagina infatti, non ne esisteva nessuna che sottolineava in modo chiaro e semplice tutti quegli atteggiamenti stupidi delle persone. Inoltre ciò che ha reso Bill famoso è sicuramente l’elemento ironia che cerco di inserire in ogni vignetta per far ridere e allo stesso tempo riflettere lo spettatore.

Quante ore al giorno dedichi alla pagina?

Molte, sia per creare le vignette, sia per rispondere ai numerosi messaggi che arrivano sulla pagina e sul profilo personale. Se prima stare su Facebook era un modo per rilassarsi, ora, anche se può sembrare strano, il momento di relax è lo studio. Se dovessi quantificare direi che dedico alla pagina almeno 3 ore al giorno.

Secondo te “Sii come Bill” sarà il nuovo mantra o è solo una moda passeggera?

Se devo essere sincero ho paura che sia una moda, però sto lavorando confrontandomi con molti social media manager e amministratori per introdurre rubriche che rendano meno ripetitiva la pagina. Forse in questo modo potrebbe restare attiva nel tempo e diventare davvero il nuovo Mantra dei social. Comunque anche se dovesse esaurirsi tra qualche mese, sarei felice di aver diffuso il verbo di Bill a quasi mezzo milione di persone, magari tutti insieme siamo riusciti a cambiare qualcosa…

Bill è il personaggio che segue le mode in maniera asettica. I social hanno contribuito a rendere le persone convenzionali. Pensi che questo comportamento in parte sia dovuto anche a Facebook ?

Secondo la mia modesta opinione si è arrivati a questo punto perché Facebook, e più in generale tutti i social, hanno semplificato troppo il modo di vedere le cose. In questo contesto tutti noi ci siamo abituati a volere e ad accettare tutto e subito, senza ragionarci un minimo. Così le persone sono portate, per esempio, a prendere per vero tutti i link che hanno un titolo accattivante e, di conseguenza, a condividerli senza interrogarsi sulla fonte della notizia.