Boko Haram, ritrovata una delle 250 ragazze rapite da oltre due anni

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Finalmente si torna a casa. Ritrovata una delle 250 ragazze della scuola femminile di Chibok che nell’aprile del 2014 furono rapite da Boko Haram. La giovane,  Amina Ali, è stata ritrovata ieri nella foresta di Sambisa, vicino al confine con il Camerun, da un gruppo di paramilitari. La ragazza è stata prima riportata dai suoi genitori, nella comunità di Chicbok, e poi  in una base militare a Damboa.

Le notizie sono state fornite dagli attivisti della Bbc che si trovano sul luogo. Per identificare la ragazza si sono serviti anche della dichiarazione del capo della comunità:  «Suo padre si chiama Ali e lei Amina. Io li conosco bene perché ho lavorato con loro come portavoce delle famiglie delle ragazze di Chibok». Per ora si brancola nel buio: non si sa da dove provenga la giovane, nè come ha fatto a scappere. L’unica certezza è che aspetta un bambino. Probabilmente di uno degli uomini di Boko Haram.

Sono passati due anni da quanto Boko Haram decide di attaccare la scuola femminile di Chicbok per rivendicare la sua contrarietà all'”educazione occidentale”. La tradizione non va oltraggiata: le donne a casa, gli uomini a lavoro. Il suo obiettivo era quello di rapire 300 studentesse, ma 50 sono riuscite a fuggire. Così Boko Haram ne è riuscito a portare via soltanto 250.

Da allora solo immagini e video mandati da Boko Haram per testimoniare che le ragazze sono ancora vive. E che sono state di nuovo convertite alla fede islamica: in uno di questi filmati, infatti, si vedono 100 giovani che recitano il Corano. L’ultimo video risale ad aprlie 2015 ed è stato trasmesso dalla Cnn.

Dal giorno del rapimento opinione pubblica ed eserciti si sono mobilitati per ritrovare le ragazze scomparse. Numerosi Paesi tra cui Stati Uniti e Francia hanno fornito supporto militare e di intelligence. E sul web è partiata una campagna a favore delle giovani vittime: #bringbackourgirls recitava l’hastag. In milioni lo hanno condiviso, dagli attori ai politici, ai cittadini comuni.