Bolivia, Cesare Battisti arrestato. Salvini: “Finita la pacchia”

Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia. Il figlio di Bolsonaro a Salvini: "In arrivo un regalo. Il Brasile non è più terra di banditi!"

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Fonte Wikipedia

L’arresto di Cesare Battisti in Bolivia ha fatto il giro del mondo in poche ore. Uno dei primi a dare la notizia durante la notte il figlio del presidente Bolsonaro, Eduardo Bolsonaro deputato federale. Su Twitter si è rivolto direttamente al ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini: “Il Brasile non è più terra di banditi. Il piccolo regalo è in arrivo. Ha ucciso un poliziotto, ha ucciso un padre davanti al figlio, ha sparato e lasciato un uomo paralitico, è stato condannato a vita per 4 omicidi e ha fatto parte del gruppo terroristico di sinistra in Italia Pac (proletari armati per il comunismo). Ciao Battisti, la sinistra piange”. Salvini ha risposto a Bolsonaro Jr ringraziando coloro che hanno arrestato Battisti e aggiungendo che “è un delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia, ma di finire i suoi giorni in galera”. Inoltre il ministro ha ringraziato Bolsonaro “per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove l’Italia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni. Il primo pensiero va oggi ai famigliari delle vittime di questo assassino, che per troppo tempo si è goduto una vita che ha vigliaccamente tolto ad altri, coccolato dalle sinistre di mezzo mondo. È finita la pacchia“.

Il premier Giuseppe Conte ha commentato la notizia e ha aggiunto che “finalmente ci sarà giustizia per le famiglie. La cattura ed espulsione sono un risultato atteso da oltre 40 anni. Un nostro aereo è in viaggio per la Bolivia, atterrerà verso le 17 con l’obiettivo di prendere in consegna Battisti e riportarlo in Italia. Ad attenderlo qui da noi ci saranno le nostre carceri affinché possa espiare le condanne all’ergastolo che i tribunali gli hanno inflitto a suo tempo con sentenze passate in giudicato, non certo a causa delle sue idee politiche, bensì per i quattro delitti commessi e per i vari reati connessi alla lotta armata e al terrorismo”.

“È finita la lunghissima fuga di Cesare Battisti. Il mio pensiero va ai familiari delle sue vittime: Antonio Santoro, Pierluigi Torregiani, Lino Sabbadin, Andrea Campagna. A loro posso dire che, finalmente, giustizia è fatta! Ora Cesare Battisti sarà riconsegnato all’Italia. La tensione delle ultime ore e il dovuto riserbo possono lasciare spazio alla soddisfazione per aver raggiunto un risultato atteso 25 anni” ha scritto in un post su Facebook il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

“Battisti venga fatto rientrare quanto prima in Italia e sconti la pena senza alcuna concessione a suo favore. Un terrorista rosso che si è preso gioco delle vittime, dei loro familiari e dell’Italia intera merita di stare in galera!” ha commentato il presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.

Diversi politici di tutto il mondo hanno commentato la notizia, tra cui Renzi e l’ambasciatore italiano in Brasile Antonio Bernardini. Oggi, però, è un grande giorno soprattutto per le famiglie delle vittime, le quali hanno pagato caro questo avvenimento. Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 in una sparatoria in cui lui stesso rimase ferito, ha commentato: “È fatta. Credo sia la volta buona”. “Sono molto contento dell’arresto e speriamo che sia la volta buona che sconti la sua pena. Battisti è una persona squallida che l’ha sempre fatta franca, e merita di scontare in Italia la pena giusta per quello che ha fatto” ha detto Adriano Sabbadin, figlio del macellaio ucciso nello stesso anno.